I pazienti con linfoma non-Hodgkin a cellule B ricoverati in ospedale per Covid-19 hanno maggiori probabilità di essere affetti da un’infezione da SARS-CoV-2 prolungata, secondo uno studio francese presentato all’EHA 2021. Lo studio multicentrico retrospettivo è stato condotto in 16 ospedali. Sono stati inclusi…
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Un esame del sangue per diagnosticare e monitorare l’Alzheimer
Un team di ricerca internazionale guidato dagli scienziati della Hong Kong University of Science and Technology (HKUST) ha sviluppato un esame del sangue semplice ma robusto per la diagnosi precoce e lo screening della malattia di Alzheimer (AD). L’efficacia del test è stata dimostrata…
LeggiLa demenza sembra essere un fattore di rischio per lo sviluppo di Covid-19 grave e morte
La demenza dovuta a varie patologie, tra cui l’Alzheimer, sembra essere associata, in modo indipendente dall’età, al rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19 e di morire per l’infezione. È quanto suggerisce uno studio condotto dai ricercatori dell’University of São Paulo e del…
LeggiNeutropenia associata a mortalità nei pazienti con leucemia affetti da Covid-19
I pazienti con neoplasie ematologiche sono maggiormente a rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19. I ricercatori del Memorial Sloan Ketteriing Cancer Center hanno analizzato le condizioni di 65 pazienti affetti da leucemia acuta o cronica a cui tra l’8 marzo e il 19…
LeggiAnomalie nella “riproduzione” dei ricordi nel cervello dei pazienti schizofrenici
I neuroscienziati dell’University College London hanno, per la prima volta, identificato anomalie nel modo in cui i ricordi vengono “riprodotti” nel cervello delle persone con schizofrenia. I ricercatori affermano che lo studio, pubblicato dalla rivista Cell, fornisce una base completamente nuova per spiegare molti…
LeggiPrevenzione del declino cognitivo: intervista a Laura Baker sullo studio U.S. POINTER
È davvero possibile prevenire il declino cognitivo modificando il proprio stile di vita? Sono numerosi gli studi che suggeriscono che una dieta sana o un’attività fisica regolare potrebbero prevenire lo sviluppo di demenza. Lo studio finlandese FINGER, pubblicato da The Lancet nel 2015, è…
LeggiIn Italia aumenta il numero di fumatori durante la pandemia di COVID-19
Con oltre un milione di fumatori in più registrati a maggio 2021 rispetto a gennaio 2020, la pandemia di COVID-19 ha portato a un cambiamento, in negativo, delle abitudini degli italiani rispetto al fumo. Non diminuisce, inoltre, il numero di giovani consumatori, con uno…
LeggiSigarette elettroniche per smettere di fumare: una review della Cochrane
L’uso delle sigarette elettroniche contenenti nicotina potrebbe portare a un aumento del numero di persone che smette di fumare rispetto a non usare alcun supporto e all’utilizzo della terapia sostitutiva della nicotina, con gomme da masticare e cerotti, o alle sigarette elettroniche senza nicotina.…
LeggiFumo: tra chi cerca di smettere, uno su tre lo fa con l’aiuto dello svapo
Molti fumatori stanno cercando di smettere senza chiedere assistenza, piuttosto che usare un supporto; e tra coloro che lo usano, i metodi più diffusi sono lo svapo e la terapia di sostituzione della nicotina. È la conclusione cui è arrivato uno studio pubblicato su…
LeggiSigarette elettroniche non contribuiscono a infiammazione e aterogenesi come le tradizionali: uno studio in vitro
Il fumo delle sigarette tradizionali, ma non quello vaporizzato delle sigarette elettroniche, è associato a un aumento dell’espressione delle principali proteine dell’asse TLR4-inflammasoma-IL-6, nei monociti e nelle cellule T, che contribuiscono a infiammazione e aterogenesi. A osservarlo è uno studio in vitro condotto da…
LeggiSigarette tradizionali vs. prodotti alternativi del tabacco: confronto tra aerosol e gas generati
I consumatori che passano dalle sigarette tradizionali a quelle elettroniche o ai device a tabacco riscaldato sono esposti a minori concentrazioni di sostanze dannose o potenzialmente tali. Ad affermarlo, sulle pagine della rivista scientifica Nicotine & Tobacco Research, è un gruppo di ricercatori dell’Università…
LeggiRischio di assumere farmaci antipertensivi dopo il parto aumenta in donne con proteinuria e disturbi ipertensivi in gravidanza
Il momento della presentazione dei disturbi ipertensivi della gravidanza nelle pazienti, ovvero se prima o dopo il parto, non è risultato essere un fattore di rischio indipendente per la necessità di farmaci antipertensivi dopo il parto. Al contrario, la proteinuria e la presenza di…
LeggiControllare i fattori di rischio per l’ipertensione da giovani potrebbe limitare i problemi in età avanzata
Un nuovo studio pubblicato sull’American Journal of Hypertension evidenzia l’importanza di considerare i fattori precoci che fanno aumentare il rischio di pressione alta più avanti nella vita. “Per la maggior parte degli individui, la pressione sanguigna è correlata a molteplici fattori di rischio. Abbiamo…
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