Vaccini: effetti negativi prezzo della corsa

Una corsa mai vista che nel giro di un anno ha portato ad avere i primi vaccini contro la pandemia, bruciando tante tappe e abbreviando i tempi in un modo incredibile. Ci si trova per la prima volta in un momento in cui la fase sperimentale di alcuni vaccini è ancora in corso mentre si stanno utilizzando (è  la cosiddetta sperimentazione ‘nel mondo reale’) e sta permettendo di conoscere su grandissimi numeri il comportamento dei vaccini, sia per quanto riguarda la loro efficacia sia per eventuali effetti negativi.

“Da un lato si corre e dall’altro vengono alla luce problemi che in una condizione normale sarebbero passati inosservati”, dice il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca.  E’ una questione di numeri. Basti pensare che “su 34 milioni di vaccini AstraZeneca somministrati in Europa sono avvenute 30 morti per le quali si è ipotizzato un legame con il vaccino. Vale a dire un caso su un milione. Ma sappiamo che in una sperimentazione di fase 3 non è  mai accaduto che fossero arruolati 34 milioni di persone. In altre parole non avremmo visto niente perchè in un trial clinico completo non avremmo raggiunto un campione tale da far emerge il presunto legame con le trombosi cerebrali”.

Si tratta adesso di capire se c’è un nesso con i vaccini attualmente utilizzati e quale potrebbe essere. Sono due le ipotesi principali: la prima riguarda l’adenovirus disarmato, utilizzato come navetta per trasportare nelle cellule il materiale genetico del virus SarsCoV2; la seconda guarda alle tecniche di produzione della proteina Spike utilizzata nel vaccino.

L’adenovirus è utilizzato in alcuni vaccini, come AstraZeneca, Johnson&Johnson, Sputnik, Reithera e Cansino. Serve a trasportare i frammenti del materiale genetico del virus SarsCoV2 nelle cellule per stimolarle a produrre anticorpi. Si vuole capire se giochi un ruolo la sequenza genetica chiamata SP (ossia peptide segnale) utilizzata per far esprimere meglio il materiale genetico del coronavirus e stimolare così una maggiore risposta immunitaria. E’ una sequenza molto simile alla proteina tPA (attivatore tissutale del plasminogeno).

La seconda ipotesi riguarda le modalità  di produzione della proteina Spike e potrebbe riguardare sia i vaccini che utilizzano l’adenovirus-navetta, sia i vaccini a Rna messaggero. In alcuni casi questa potrebbe essere ridotta in frammenti molto simili al complesso eparina e fattore piastrinico 4 (PF4) una proteina che in condizioni normali si lega all’eparina, fluidificando il sangue, ma che nella rarissima malattia chiamata trombocitopenia indotta dall’eparina (HIT) induce il sistema immunitario a produrre anticorpi contro il PF4, proprio come quelli descritti nel New England Journal of Medicine in 16 persone vaccinate, 11 in Germania e Austria e a 5 in Norvegia.

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