Tumore al seno: i fattori di rischio ambientali e l’importanza della prevenzione – intervista a Suneela Vegunta

Fattori di rischio sempre più presenti in una popolazione che invecchia, in cui i tassi di fertilità diminuiscono e l’obesità post-menopausa aumenta. Per quanto la sorveglianza e la gestione di questi tumori sia migliorata, l’incidenza non varia. Per questa ragione bisogna informare le donne sull’importanza di cambiare il proprio stile di vita, per ridurre il rischio di ammalarsi, come spiega a Popular Science il medico Suneela Vegunta, prima autrice dello studio.

Dottoressa, è davvero possibile prevenire i tumori con un corretto stile di vita?

Sì, può essere sorprendente, ma molti tumori si possono prevenire modificando il proprio stile di vita. Ci sono delle abitudini che possono mettere fortemente a rischio, come il fumo, che aumenta notevolmente il rischio di cancro polmonare e di tumore alla vescica. Un altro esempio è il cancro della cervice uterina, principalmente dovuto all’infezione da HPV, una malattia a trasmissione sessuale.

Per quanto riguarda nello specifico il cancro al seno, quanto sono importanti i fattori genetici e qual è invece l’impatto dei fattori ambientali?

I fattori genetici sono un importante fattore di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare tumori aggressivi e in età precoce. Questi rappresentano circa il 15-20% dei carcinomi mammari.

Anche i fattori ambientali però giocano un ruolo significativo e la prevenzione può essere un’efficace strategia a lungo termine per ridurre il rischio di cancro al seno a livello globale. Alcuni fattori di rischio non sono modificabili, come l’inizio precoce delle mestruazioni e una menopausa tardiva. Su altri invece si può intervenire: l’allattamento al seno protegge dal tumore, mentre avere il primo figlio in tarda età (anche dopo i 30 anni) aumenta il rischio.

E per quanto riguarda lo stile di via?

L’alcol è un importante fattore di rischio, la probabilità di sviluppare un tumore al seno aumenta con un consumo regolare di alcol, anche a piccole dosi. L’obesità infantile o comunque in giovane età non è associata ad un aumento del rischio, ma l’aumento di peso dopo la menopausa sì. Bisogna tenere presente che il tessuto mammario subisce dei rapidi cambiamenti cellulari, in particolare nel periodo che va dalla prima mestruazione alla gravidanza. In questo arco di tempo è particolarmente importante limitare i fattori di rischio, quindi ridurre il consumo di alcol e mangiare sano.

Quali sono i fattori di rischio più importanti?

Per quanto riguarda il tumore al seno ci sono moltissime ricerche che valutano diversi fattori di rischio, perfino i turni di lavoro, il lavoro notturno e l’uso di deodorante, ma non sembra che questi abbiano un reale impatto. Invece, tra i comportamenti modificabili, il consumo di alcol sembra essere il più problematico, quello che conferisce il rischio maggiore.

Come questi fattori di rischio aumentano la probabilità di sviluppare il cancro al seno?

In molti modi. Una dieta caratterizzata dal consumo di carne rossa, carne lavorata, grassi animali e alimenti ultra trasformati si traduce in un indice di massa corporea più elevato, che può portare a un aumento dell’adiposità. Il tessuto adiposo è metaforicamente attivo, produce marker infiammatori, per esempio e stimola un aumento della produzione di insulina ed estrogeni. Ciò si traduce in meccanismi di riparazione cellulare interrotti che possono favorire lo sviluppo e la progressione del cancro al seno.

L’esercizio fisico riduce il rischio di cancro attraverso diversi meccanismi, come gli effetti sulla funzione mestruale, la riduzione del grasso corporeo e le variazioni degli ormoni sessuali e dei livelli dei marker infiammatori. L’attività fisica è stata associata a livelli più bassi di estrogeni, androgeni e ad un aumento dei livelli di globulina legante gli ormoni sessuali, che possono portare a un ridotto rischio di cancro al seno.

E per quanto riguarda alcol e fumo?

Il meccanismo con cui l’alcol esercita il suo effetto cancerogeno non è chiaro. Potrebbe essere attribuito all’effetto mutageno di un metabolita dell’alcol, l’acetaldeide, che inibisce la riparazione del Dna. L’alcol interferisce anche con le vie degli estrogeni influenzando i livelli di steroidi sessuali e i recettori degli estrogeni. Nelle donne che hanno consumato da 15 a 30 g di alcol al giorno, i livelli di estrogeni, androgeni e progesterone sono significativamente aumentati.

Per quanto riguarda il fumo invece, gli agenti cancerogeni più studiati sono gli idrocarburi aromatici policiclici e le nitrosammine specifiche del tabacco che interferiscono con i meccanismi di riparazione cellulare e provocano variazioni genetiche.

L’uso di contraccettivi, come la pillola, aumenta il rischio di cancro al seno?

Questo è un tema controverso. Diversi studi dimostrano che i contraccettivi ormonali contemporanei non sono associati a un aumento del rischio di cancro al seno. Pochi studi hanno effettivamente riscontrato un leggero aumento del cancro al seno con l’uso a lungo termine di contraccettivi, ma il rischio si abbassa nuovamente con la sospensione dell’uso dei contraccettivi.
Il meccanismo mediante il quale i contraccettivi potrebbero promuovere il rischio di cancro al seno è la proliferazione cellulare stimolata dai componenti estrogeni e progestinici dei contraccettivi.

Quali consigli darebbe alle donne, per la prevenzione del cancro al seno?

Sono cinque i punti fondamentali su cui credo bisogna porre particolare attenzione per ridurre il rischio di sviluppare un tumore al seno:

1. Raggiungere e mantenere un peso sano per tutta la vita. Le donne in post-menopausa devono essere opportunamente informate sui benefici del perdere peso dopo la menopausa nella riduzione del rischio di cancro.
2. Fare esercizio fisico e limitare i comportamenti sedentari
3. Seguire una dieta a base di frutta e verdura, cereali integrali, pesce grasso selvatico, latticini a basso contenuto di grassi, pollame, legumi, noci e semi e limitare il consumo di carni rosse e lavorate, bevande zuccherate, dolcificanti artificiali, alimenti altamente trasformati e prodotti a base di cereali raffinati.
4. L’ideale sarebbe non bere alcolici. A qualsiasi livello di consumo, l’alcol aumenta il rischio di sviluppare cancro al seno.
5. Non fumare.

Cosa dovrebbero fare, secondo lei, i medici per migliorare la prevenzione del tumore al seno?

Uno stile di vita sano è associato a un ridotto rischio di cancro al seno, soprattutto nelle donne in post-menopausa. Il cancro al seno è una malattia multifattoriale ed è importante affrontare i fattori di rischio modificabili. Dei semplici cambiamenti nella vita quotidiana possono apportare innumerevoli benefici per la salute. Oltre alla consulenza sullo stile di vita, le donne dovrebbero essere informate sui benefici dell’allattamento al seno.

Data l’incidenza del tumore al seno e le prove accumulate a sostegno della prevenzione come strategia a lungo termine, probabilmente la più efficace in termini di costi per ridurre il rischio di cancro al seno, le tecniche di consulenza motivazionale e l’educazione sullo stile di vita sane sono indispensabili per aiutare ad eliminare i casi prevenibili di tumore al seno. E gli operatori sanitari in questo possono svolgere davvero un ruolo chiave.

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