Stress da pandemia, più difficile rispettare regole

Difficoltà a mantenere la concentrazione sulle regole anti-contagio, tra cui quella di ridurre i contatti sociali, voglia di dimenticare anche solo per pochi attimi, mentre magari si fa la fila davanti alle vetrine luccicanti dei negozi, complicazioni e momenti bui legati agli otto lunghi mesi dell’emergenza coronavirus. La ‘Pandemic fatigue’, l’affaticamento da pandemia, rende ancora più complesso affrontare in special modo un periodo come quello delle festività natalizie, da sempre associate a riunioni e incontri con parenti e amici, acquisti e viaggi. A porre l’attenzione sul problema è l’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. A presentare  i segni della Pandemic fatigue, secondo dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, è  il 60% della popolazione europea, attanagliata da un sentimento di sfinimento e una visione negativa del futuro. Stanchezza, irritabilità, ansia, disturbi del sonno e dell’umore sono i sintomi più comuni.

Nascono anche ambulatori per gestire lo stress da pandemia: l’ultimo in ordine di tempo verrà inaugurato domani e sarà operativo per due giorni a settimana a Roma, all’IRCCS San Raffaele, e destinato a chi ha avuto il Covid ed è guarito, a persone che risultate inizialmente positive anche se senza sintomi o paucisintomatiche, ai parenti, e a coloro che risolta la positività, conservano una sintomatologia ansiosa. “Intendiamo proporre – evidenzia Amalia Allocca, coordinatrice delle Direzioni Sanitarie dell’Gruppo San Raffaele Roma – non un ambulatorio di Psicoterapia, ma qualcosa di più specifico, che circoscriva in maniera esclusiva tutta l’area psichica sviluppatasi con la pandemia, sino ad arrivare agli affetti stretti delle persone colpite da Covid, i quali vivono l’impotenza di non poter assistere fisicamente ed emotivamente i propri cari. Un’impotenza che in alcuni potrebbe addirittura disfunzionalmente trasformarsi in senso di colpa”.

In generale, una delle chiavi vincenti per affrontare lo stress legato alla pandemia, anche in vista del Natale, secondo la psicologa e psicoterapeuta Maria Beatrice Toro, autrice di “Oltre la pandemia, Come superare (bene) ansia, rabbia e stress” (Morellini Edizioni), è  usare la razionalità, “ovvero, anzitutto, acquisire delle competenze reali da fonti affidabili su cosa sta succedendo”. Il “secondo pilastro della resilienza” per l’esperta è “l’acquisizione di validi strumenti di autoregolazione emotiva, dalle tecniche di respiro lento al recupero di un senso di padronanza di se stessi”. E poi ci sono la creatività, la capacità di perdonare, l’abilità di costruire nuove relazioni con le persone vicine, a partire da chi ci abita accanto”.

di Elida Sergi

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