Tiangong-1, la stazione spaziale cinese fuori controllo cadrà sulla Terra

Gli americani direbbero “Houston abbiamo un problema”, ma qui si parla di Cina e della stazione spaziale cinese Tiangong-1. Ormai fuori controllo, la stazione spaziale è destinata a cadere sulla Terra tra gli ultimi mesi del 2017 e aprile 2018. La buona notizia è che gli esperti rassicurano sull’improbabilità che si verifichino danni a cose e persone perché solo pochi frammenti potranno sopravvivere all’impatto con l’atmosfera. Resta comunque al momento un mistero, se e dove i detriti prodotti dal ‘Palazzo celeste’, (il suo nome tradotto dal mandarino) raggiungeranno la superficie terrestre.

Secondo una stima di Aerospace Corporation, organizzazione americana no-profit per la ricerca aerospaziale, questo laboratorio spaziale da 8,5 tonnellate, grande quanto un autobus,(10,4 metri di lunghezza e 3,4 metri di larghezza) entrerà nell’atmosfera da qualche parte in una fascia molto ampia del globo terrestre tra i 43 gradi nord e i 43 gradi sud di latitudine, che va dal mar Mediterraneo al Giappone, e dall’America del Sud all’Australia.

Tuttavia, secondo gli esperti, per una previsione più precisa bisogna aspettare ancora, perché basta un piccolo cambiamento nelle condizioni dell’atmosfera per spostare l’eventuale punto di impatto dei detriti al di fuori di questa fascia già larga. Il rientro del veicolo, secondo l’analisi dell’organizzazione americana, è previsto tra gennaio e febbraio 2018 ed “è improbabile che questo rientro sia controllato. Anche se non dichiarato ufficialmente, si sospetta che il controllo di Tiangong-1 sia stato perso e non sarà recuperato prima del suo rientro”.

Più prudente rimane Pechino in una comunicazione alle Nazioni Unite del maggio 2017, che prevede il rientro di Tiangong-1 tra ottobre 2017 e aprile 2018 e assicura che la stazione spaziale abbia mantenuto la sua integrità strutturale e che la sua orbita è sotto costante e stretta sorveglianza. Secondo calcoli e analisi effettuate, si legge ancora nella comunicazione, gran parte dei suoi componenti si disintegreranno a contatto con l’atmosfera durante il rientro. Rischi e probabilità di causare danni ad attività aeree o a terra sono ritenuti molto bassi.

Il ‘Palazzo celeste’ sarà uno dei più grandi veicoli a rientrare in modo incontrollato sulla Terra negli ultimi due decenni. E’ più grande infatti del satellite della Nasa Atmospheric Research, andato fuori controllo nel 2011. E anche del satellite europeo Goce, rientrato anch’esso in modo incontrollato nell’atmosfera nel 2011. Ma è decisamente la metà della stazione spaziale russa Salyut 7, che rientrò nell’atmosfera nel 1991. Stessa sorte per la stazione spaziale Skylab della Nasa, che pesava quasi 100 tonnellate e cadde nel 1979, alcuni suoi frammenti finirono sul continente australiano.

La stazione spaziale sovietico-russa Mir si è invece disintegrata in un rientro distruttivo programmato nel 2003. Tiangong-1 ha smesso di funzionare nel marzo scorso, quattro anni e mezzo dopo il lancio. Durante la sua missione, Tiangong 1 ha ricevuto tre visite da parte delle capsule Shenzhou, che significa ‘nave divina’. La prima nel novembre 2011, con un veicolo senza pilota, è servita a testare il sistema di aggancio. Le due successive, nel 2012 e 2013, hanno portato a bordo tre astronauti ogni volta, che sono rimasti per due settimane nella piccola stazione orbitale.

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