Rischio morte: l’attività fisica ne riduce sempre il rischio

Indipendentemente dall’intensità, l’attività fisica fa bene e protegge dal rischio di morte precoce per le persone dai 50 anni in su. A suggerirlo è uno studio pubblicato sul British Medical Journal (Bmj) dall’università di Oslo. Condurre una vita sedentaria, stando seduti per 9,5 ore al giorno e più (escluso il tempo in cui si dorme), è invece associato ad un maggior rischio di morte. Già è noto come una vita sedentaria sia dannosa per la salute, mentre l’attività fisica abbia un effetto benefico. Le linee guida raccomandano almeno 150 minuti di attività fisica fatta con intensità moderata o 75 minuti in modo più vigoroso, ogni settimana, ma spesso si tratta di dati autoriportati, non molto precisi.

La ricerca
Per capire meglio, i ricercatori hanno valutato il tempo di attività fisica e sedentarietà rispetto alla morte, usando accelerometri per misurare i minuti di attività fisica totale. L’intensità è stata valutata in leggera (come camminare piano, cucinare o lavare i piatti), moderata (camminare rapidamente, passare l’aspirapolvere o tagliare l’erba) e vigorosa (jogging, portare carichi pesanti o scavare). Sono stati anche inclusi i dati di 8 studi condotti su oltre 36mila persone con un’età media di 62 anni, seguiti per quasi 6 anni. Durante il follow up, sono morti 2149 (5.9%) partecipanti.

In questo modo gli studiosi hanno visto che qualsiasi livello di attività fisica, indipendentemente dall’intensità, riduce il rischio di morte, che cala quando l’attività fisica arriva ad un livello di 300 minuti (5 ore) al giorno se fatta in modo leggero, o di 24 minuti al giorno se fatta con intensità moderata. Il calo più marcato del rischio di morte (60-70%) si è riscontrato tra il gruppo che faceva meno attività e quello che ne faceva di più, con un tasso di morte cinque volte maggiore in chi era inattivo. “Sviluppare modi per limitare il tempo che si trascorre seduti e aumentare l’attività fisica, a qualsiasi livello – scrivono i ricercatori – migliora la salute e riduce la mortalità”.

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