Pandemia fa salire consumo plastica per imballaggi  

In Europa quasi il 40% della plastica prodotta è destinato a essere utilizzato per gli imballaggi, un dato destinato ad aumentare parallelamente all’espansione dell’e-commerce, trainata dalla pandemia. È quanto emerge da uno studio sugli impatti ambientali dell’utilizzo di materie plastiche e microplastiche, dei relativi rifiuti e dell’inquinamento causato da tali materiali, commissionato dal dipartimento Diritti dei cittadini e affari costituzionali del Parlamento Ue su richiesta della commissione per le petizioni (Peti). Lo studio, che rimanda al report dell’azienda di imballaggi DS Smith Packaging, sottolinea come per effetto della pandemia sia cambiata la composizione dei rifiuti, registrando un notevole aumento del consumo di plastica per imballaggi, inclusi quelli alimentari.

Per combattere l’eccessivo uso di plastica, si legge nel documento, “l’Ue dovrebbe fissare degli obiettivi per ridurre gli imballaggi monouso e sostenere iniziative a rifiuti zero”. Lo studio, che suggerisce alla Commissione Ue di prendere in considerazione le varie petizioni presentate in materia, specialmente quella sull’imballaggio alimentare, sottolinea infine la necessità di prevedere “il diritto dei consumatori a restituire gli imballaggi in plastica al punto vendita” per consentire un riciclaggio più efficace di questi materiali.

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