Oncologia. Il 90% dei pazienti soddisfatto della qualità delle visite. Ora agevolare il percorso

Nel complesso il 90% dei pazienti con tumore in cura nelle strutture oncologiche italiane giudica la qualità della visita come soddisfacente. Ma per il 50% del campione la fase della diagnosi rimane quella più critica e preoccupano anche i tempi di attesa per la somministrazione delle terapie e delle visite di controllo (in totale per il 40%). Soprattutto, i pazienti chiedono maggiore attenzione e capacità di ascolto da parte del personale, di attivare o implementare un servizio psicologico e in particolare auspicano la semplificazione delle pratiche per rendere più agevole il percorso di cura.

A fotografare il grado di soddisfazione dei malati oncologici in Italia e i bisogni dei pazienti in trattamento attivo e in follow-up presso le oncologie è una Survey presentata al XXVII Congresso Nazionale Cipomo, il Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri in corso a La Spezia fino al 20 maggio, dal titolo “L’Oncologia tra i successi di oggi e i traguardi di domani” e presieduto  Carlo Aschele, Direttore Dipartimento Oncologico ASL 5 Liguria (La Spezia) e Consigliere Nazionale CIPOMO, Monica Giordano, Direttore SC Oncologia Ospedale Sant’Anna (Como) e Segretario Nazionale Cipomo, e Luigi Cavanna, Presidente CIPOMO.

Obiettivo dell’indagine – condotta nel 2022 da Cipomo nei reparti di oncologia di tutta Italia su 916 pazienti con un’età media di 65 anni, il 60% dei quali sono donne – è stato quello di puntare i riflettori sulle criticità vissute dalle persone durante il loro percorso di cura, misurare l’accessibilità ai servizi oncologici, l’accoglienza ospedaliera e soprattutto comprendere quali sono i desiderata dei pazienti.

“L’umanizzazione delle cure – spiega la Professoressa Rosa Rita Silva Direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica di Fabriano Ast Ancona – è e deve rimanere un costante interesse e obiettivo di chi opera in reparti sensibili ed emotivamente delicati come l’oncologia. Continui cambiamenti delle necessità, delle abitudini e delle esigenze devono sempre tenere alta l’attenzione verso l’analisi dei cambiamenti psicosociali indotti dalla malattia oncologica e dal relativo percorso terapeutico. Ecco perché con l’obiettivo di analizzare i bisogni dei pazienti che afferiscono ad un reparto di Oncologia è stata intrapresa da parte del CIPOMO una Survey condotta sul territorio nazionale”.

Dai dati è emerso che la fase percepita come maggiormente critica è quella della diagnosi (50.4%), mentre trattamento (22.3%) e recidiva (14.8%) mostrano una criticità limitata. Una quota limitata afferma di non avere sperimentato criticità (4.8%). Il follow-up non preoccupa invece i pazienti: appena l’1.1% lo percepisce come critico. I tempi di attesa per accedere alle terapie e alle visite di controllo sono vissuti come momento di grande difficoltà per quasi la metà dei pazienti che riportano attese superiori a 30 minuti (21%) o a un’ora (22.7%). Ma a conti fatti la qualità della visita viene valuta come adeguata dal 90.2% dei pazienti.

La Survey ha poi indagato sulle difficoltà logistiche affrontate dai pazienti per raggiungere le strutture di cura: la maggioranza deve affrontare percorsi medio-lunghi (31.8% tragitti tra 10 e 30km e 19.4% oltre 30 km) anche se la durata media è inferiore a 30 minuti (69.9%). La maggioranza assoluta accede ai servizi in macchina assieme a un familiare/amico (63.5%). Ma sostanzialmente lo spostamento viene percepito come poco problematico o disagevole (78.2%).

“Prestare ascolto alle esigenze del paziente e dei familiari creando un rapporto empatico, regalare attenzioni che vanno al di là del dovere medico facendo comprendere al paziente che i medici ‘ci sono’ non solo per condividere le strategie terapeutiche ma anche per cercare di andare incontro alle loro esigenze pratiche è la nostra mission. Solo comprendendo quali sono le criticità possiamo cercare di ‘aggiustare il tiro’ e far nascere una benefica alleanza, indispensabile nel percorso da intraprendere”, ha commentato Luigi Cavanna.

“La percezione di soddisfazione per la qualità delle viste oncologiche espressa dal 90% dei pazienti è sicuramente rassicurante per l’Oncologia Ospedaliera italiana e motivante per tutto il personale, ma è anche uno stimolo a crescere ancora e ci fa capire il valore della nostra attività per i pazienti – concludono Monica Giordano e Carlo Aschele – inoltre, la criticità della fase diagnostica avvertita dalla metà dei pazienti ci fa riflettere sulla necessità di ottimizzare e rendere sempre più tempestivi i percorsi di presa in carico multidisciplinare fin dalla fase diagnostica con punti di accesso identificati e supporto anche psicosociale strutturato che il CIPOMO sta sviluppando e a cui abbiamo dedicato una sessione del nostro Congresso”.

 

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