Oncologia di precisione in Liguria. Mentre si organizzano reti e servizi si guarda al futuro con algoritmi AI

In Regione Liguria la gestione dell’oncologia avviene attraverso il supporto del DIA, il Dipartimento interaziendale regionale, che riunisce tutti gli oncologi di tutte le oncologie mediche e gli ematologi della regione. L’idea alla base di questa scelta unificante, spiega Barbara Rebesco, Responsabile delle politiche del Farmaco di Alisa nell’ultima tappa dei “Percorsi di Confronto sull’Oncologia di Precisione realizzati da Quotidiano Sanità con il sostegno incondizionato di Lilly, è proprio quella di realizzare una governance condivisa che dia certezza e solidità sulla strategia attraverso cui arrivare in maniera capillare ed efficace in tutte le realtà sanitarie della regione.

Anche perché, spiega ancora Rebesco, “quando nel 2021 sono arrivati i cosiddetti farmaci agnostici, orientati ad agire sul difetto molecolare che è causa del tumore stesso, ci siamo resi conto che questo approccio richiedeva davvero un grande cambiamento, a cominciare della loro gestione”. La Gazzetta Ufficiale che autorizza l’utilizzo di questi farmaci, infatti, prevede che vengano organizzati all’interno delle regioni i cosiddetti Tumor Molecular Board con la partecipazione di tutta una serie di figure professionali (l’oncologo, il radioterapista, il chirurgo, l’anatomopatologo, il farmacista) per assicurare la migliore gestione di questi farmaci ma anche la più appropriata tipizzazione del tumore con l’individuazione delle mutazioni che ne sono responsabili.

“Le nuove frontiere delle terapie oncologiche – sottolinea quindi Paolo Petralia, Direttore generale Asl 4 Chiavarese – “passano per un uso sempre maggiore del digitale. E anche Regione Liguria, da questo punto di vista, sta affrontando lo sviluppo di un vero e proprio laboratorio con cui poter attivare percorsi digitali avanzati con analisi genetiche e modelli in cui i target molecolari vengono incrociati tra la diagnosi e la terapia, acquisendo a questo punto anche un valore predittivo”.

Insomma, una nuova frontiera della medicina che non è più soltanto attenta al genere ma anche al singolo individuo e che può costruire un programma diagnostico terapeutico ad personam. Da questo punto di vista, anche potersi dotare di una piattaforma informatica che consenta di utilizzare, censire e monitorare il consumo di farmaci che saranno sempre meno citotossici ma sempre più mirati per quel tipo di patologia, in quella determinata persona, rappresenta una grande innovazione.

“Peraltro – aggiunge Petralia in proposito – questa prospettiva rappresenta anche una formidabile base dati, una formidabile miniera di informazioni per poter, con l’intelligenza artificiale, studiarli e quindi acquisire ulteriore valore predittivo in quella che viene definita medicina computazionale. Sono frontiere che vedono la Liguria avanzare a passi importanti in un momento in cui il Pnrr, lo sviluppo della strategia digitale su tutti i fronti, viene implementata”.

E cita con analogo entusiasmo questa prospettiva anche Carlo Genova, Clinica oncologia medica Irccs Policlinico San Martino di Genova, secondo cui l’oncologia di precisione rappresenta un’innovazione importante poiché si basa sul superamento del concetto di “fits for all “, ovvero di quelle terapie adatte a tutti. Anche perché, spiega, la stessa terapia ad ampio spettro utilizzata per tutti i pazienti, senza un’identificazione di biomarcatori e una personalizzazione del trattamento, poteva portare a grandi risposte per alcuni, poche risposte per altri o solo tossicità in altri casi. L’oncologia di precisione, invece, che per buona parte va a sovrapporsi alla medicina personalizzata, permette di identificare per ogni specifico sottogruppo di pazienti la terapia che ha maggiori probabilità di essere efficace, peraltro con una tossicità ridotta.

Il sequenziamento genomico, sottolinea ancora Genova “rappresenta una grande opportunità perché ci permette di avere tantissime informazioni per ognuno dei nostri pazienti ma – avverte – una problematica esiste ed è quella dell’accessibilità a questo tipo di tecnologie che sono molto complesse. Oggi questo tipo di analisi non è sempre disponibile per tutti i pazienti ma sono in atto grandi sforzi per facilitare l’implementazione di queste tecnologie nei vari centri con il passaggio, in corso, da metodiche di generazione un po’ più datate, con nuove molto più efficienti”.

“A questo – conclude Genova – in Liguria associamo il fronte della ricerca che intende sfruttare l’intelligenza artificiale. Parliamo quindi di algoritmi computerizzati che permettono di avere ulteriori informazioni anche di livello predittivo oltre che diagnostico”.

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