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OMS: la malattia mentale colpisce una persona su cinque nelle zone di guerra

(Reuters Health) – Una persona su cinque in zona di guerra soffre di forme gravi di depressione, ansia, stress post-traumatico, disturbo bipolare o schizofrenia, secondo quanto dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in uno studio pubblicato da The Lancet.

I risultati evidenziano l’impatto a lungo termine delle crisi indotte dalla guerra in Paesi come l’Afghanistan, l’Iraq, il Sud Sudan, la Siria e lo Yemen, ha detto l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, e i numeri sono significativamente più alti rispetto ai tempi di pace, dove circa una persona su 14 ha una malattia mentale.

“Dato il gran numero di persone bisognose e l’imperativo umanitario di ridurre la sofferenza, c’è un urgente bisogno di implementare interventi di salute mentale scalabili per affrontare questo problema”, ha sottolineato il gruppo di ricerca.

Mark van Ommeren, specialista di salute mentale presso l’Oms che ha lavorato nel team, ha detto che i risultati “rendono ancora più urgenti investimenti immediati e sostenuti, così che il supporto mentale e psicosociale sia reso disponibile a tutte le persone bisognose che vivono un conflitto e le sue conseguenze”.

Nel 2016, il numero di conflitti armati in corso ha raggiunto il massimo storico di 53 in 37 Paesi e il 12% della popolazione mondiale vive in una zona di guerra attiva, secondo i dati delle Nazioni Unite. Dalla seconda guerra mondiale quasi 69 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalla guerra e dalla violenza.

Lo studio sulla salute mentale in zone di guerra dell’Oms, pubblicato su The Lancet, è stato condotto da un team di ricercatori dell’Organizzazione, dell’Australia Queensland University e dell’Institute for Health Metrics and Evaluation all’Università di Washington e a quella di Harvard negli Stati Uniti.

Il gruppo ha analizzato i dati di 129 studi provenienti da 39 Paesi pubblicati tra il 1980 e l’agosto 2017. Sono state incluse le regioni che hanno visto un conflitto negli ultimi 10 anni e le malattie mentali sono state classificate come lievi, moderate o gravi. I disastri naturali e le emergenze di salute pubblica, come Ebola, non sono stati inclusi.

Complessivamente nelle zone di guerra, la prevalenza media era più alta per le condizioni di salute mentali lievi, al 13%. Circa il 4% delle persone che vivono in mezzo a conflitti armati ha avuto una malattia mentale moderata, e per le condizioni gravi la prevalenza è stata del 5%.

Lo studio ha anche rilevato che i tassi di depressione e ansia nelle situazioni di conflitto sembrano aumentare con l’età, e la depressione è più comune tra le donne rispetto agli uomini.

Lo studio è stato finanziato dall’Oms, dal Dipartimento della salute del Queensland e dalla Fondazione Bill & Melinda Gates.

Fonte: Lancet 2019

Kate Kelland
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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