L’intelligenza artificiale al servizio della medicina

L’analisi di numeri, immagini e parole semplifica la vita dei medici e accelera le diagnosi, ma può velocizzare anche la ricerca scientifica. L’uso dell’intelligenza artificiale in medicina è diventato ancora più importante con l’emergenza sanitaria del Covid-19, lascia però ancora molti interrogativi senza risposta, a cominciare dal delicato tema della privacy e della gestione dei dati sensibili dei pazienti. L’intelligenza artificiale si muove in tre campi che trovano la loro applicazione anche nel mondo della medicina, con obiettivi e sviluppi differenti: immagini, numeri e parole.

Alcuni esempi

Per quanto riguarda i numeri, un classico esempio è il supporto dell’intelligenza artificiale nell’analisi quantitativa dei dati del paziente: l’uso di algoritmi predittivi permette di ridurre al minimo eventuali errori di interpretazione. Partendo da una serie di dati e utilizzando degli algoritmi di machine learning, la macchina può aiutare il medico ad analizzare un campione e diagnosticare la patologia.

Ci sono poi sistemi che analizzano le immagini, come InnerEye di Microsoft che a partire dalle lastre dei pazienti può diagnosticare in modo celere e abbattendo i costi, la presenza di un tumore.
Applicare l’intelligenza artificiale alle parole in medicina è sicuramente più complesso. Un esempio è Babylon Help. In questo caso è il sistema di intelligenza artificiale a compilare l’anamnesi del paziente in tempo reale, ascoltando la conversazione a distanza tra medico e paziente. Grazie all’utilizzo della videocamera, Babylon Help è in grado di analizzare le espressioni del paziente per capire se sia preoccupato o meno o se abbia compreso una domanda particolare. Il sistema poi acquisisce e scrive tutte le informazioni necessarie al medico per una prima diagnosi. In questo modo si abbattono i costi del sistema sanitario, ma si evitano anche lunghi tempi d’attesa negli ambulatori e si garantisce un servizio senza interruzioni.

AI e ricerca sul Covid-19

Nel contesto della pandemia chi si occupa di intelligenza artificiale ha cercato di mettere le sue competenze a sostegno della lotta a Sars-Cov-2. La startup italiana Indigo.ai, in collaborazione con il Centro Medico Santagostino, ha sviluppato Record, un motore di ricerca a disposizione degli scienziati per aiutarli a districarsi tra le migliaia di articoli specialistici che quotidianamente vengono pubblicati sul coronavirus.
Visto il numero di pubblicazioni e di ricerche in corso è fondamentale per i ricercatori restare al passo con le ultime novità, senza però sottrarre tempo prezioso alla ricerca attiva. Record seleziona i documenti che con ogni probabilità contengono la risposta alla domanda del ricercatore; successivamente attraverso un modello di question answering viene fornita una risposta per ciascuno dei documenti selezionati, insieme ad ulteriori informazioni come il titolo, gli autori, la bibliografia e il giornale di pubblicazione con relativo impatto scientifico, per aiutare gli utenti a valutare la rilevanza del documento e l’attendibilità della risposta.
Sono solo alcuni esempi che suggeriscono come l’uso dell’IA in medicina sia utile. Potrebbe rivoluzionare in meglio, lentamente ma stabilmente, uno degli aspetti più importanti della vita umana: la gestione della salute personale e collettiva.

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