La disfunzione erettile si combatte (anche) a tavola

(Reuters Health) – Gli uomini che seguono una dieta sana hanno minori probabilità di sviluppare disfunzione erettile con l’avanzare dell’età. L’evidenza emerge dall’analisi dei dati relativi a oltre 20.000 uomini partecipanti allo studio a lungo termine Health Professionals Follow-Up Study.

I ricercatori hanno osservato una riduzione del 22% del rischio di disfunzione erettile (ED) in chi seguiva regimi alimentari sani.
“Il risultato chiave del nostro studio è stato che gli uomini che seguono un modello alimentare sano, consumando più frutta, verdura, noci, legumi e pesce e meno carni rosse e lavorate, hanno meno probabilità di sviluppare disfunzione erettile”, ha dichiarato l’autore principale dello studio, Scott Bauer, professore assistente di medicina e urologia presso l’Università della California di San Francisco e medico di assistenza primaria presso il San Francisco VA Medical Center.

Le modalità con cui un’alimentazione sana riduce il rischio di disfunzione erettile sono ancora ignote, ma, sottolinea Bauer, “la disfunzione erettile è un segnale di allarme precoce di una malattia cardiovascolare, soprattutto nei giovani, e disfunzione erettile e patologie cardiovascolari condividono molti fattori di rischio”.

Lo studio
Bauer e colleghi hanno analizzati i dati relativi a 21.469 operatori sanitari di sesso maschile, di età compresa tra i 40 e i 75 anni al momento del reclutamento nel 1986 e la cui età media al basale per l’attuale analisi (1998) era 62 anni. Il follow-up medio è stato di 10,8 anni.

I partecipanti a questo studio prospettico hanno compilato un questionario di frequenza di assunzione degli alimenti (FFQ) ogni quattro anni e ogni due anni altri questionari relativi ai fattori legati allo stile di vita, alle patologie e ai farmaci assunti. La disfunzione erettile incidente è stata valutata con questionari nel 2000, 2004, 2008 e 2012.

La qualità dell’alimentazione è stata valutata in base ai punteggi dell’Alternative Healthy Eating Index 2010 (AHEI) e del Mediterranean diet.

Le scelte alimentari sono state valutate sulla base di 11 elementi con criteri predefiniti per completa aderenza versus non aderenza.
Un maggior consumo di frutta, verdura, cibi integrali, noci e legumi, grassi polinsaturi e acidi grassi omega-3 e una minore assunzione di carni rosse e lavorate, bevande zuccherate, acidi grassi transgenici e sodio contribuivano a un maggior punteggio sugli indici alimentari.

Anche un moderato consumo di alcool (0,5-2 bevande al giorno) contribuiva a ottenere un maggior punteggio.
Gli uomini nei quintili superiori dei punteggi Mediterranean Diet e AHEI presentavano il minor rischio di disfunzione erettile incidente rispetto a quelli nel quintile inferiore, soprattutto nei soggetti al di sotto dei 60 anni d’età (Hazard Ratio 0,78).

Un trend simile è stato osservato per i punteggi più elevati sul Mediterranean Diet negli uomini con un’età compresa tra 60 e 69 anni (HR 0,82) e in quelli a partire dai 70 anni d’età (HR 0,93).

Fonte: JAMA Network Open
Linda Carroll
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

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