Janssen Oncology: Farmaci e servizi per migliorare la qualità delle cure oncologiche

La mission dell’azienda farmaceutica Janssen è di ricercare e sviluppare soluzioni terapeutiche innovative in grado di rispondere ai bisogni di cura insoddisfatti dei pazienti. “Siamo presenti in diverse aree terapeutiche e anche e sopratutto in oncoematologia”, commenta in un incontro con la stampa Loredana Bergamini, Direttore Medico di Janssen Italia. “Il 50% della nostra pipeline riguarda i tumori solidi e i tumori del sangue”. E aggiunge: “pensiamo che entro il 2023 l’oncoematologia rappresenterà il 50% dei risultati di Janssen.

Anticorpi bispecifici per i tumori del sangue

All’ultimo congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), l’azienda ha presentato i risultati degli studi su talquetamab e teclistamab, due anticorpi bispecifici per il trattamento del mieloma multiplo recidivato o refrattario. Questa categoria di anticorpi monoclonali permette il riconoscimento e il legame con due diversi tipi di antigene, consentendo da un lato di riconoscere recettori espressi sulle cellule tumorali – talquetamab si lega all’antigene GPRC5D (G-protein coupled receptor family C group 5 member D) e teclistamab a quello per la maturazione delle cellule B (BCMA) – dall’altro di riconoscere il recettore CD3 sui linfociti T provocandone l’attivazione e la conseguente citotossicità sulle cellule tumorali bersaglio.

“I risultati più recenti dello studio MonumenTAL1, mostrano il 70% di risposta nei pazienti trattati con talquetamab”, spiega Bergamini. “Anche lo studio condotto somministrando teclistamab a 40 pazienti ampiamente pre-trattati ha dato risultati positivi: un tasso di risposta globale del 65%”.

Car-T: gli ultimi risultati di cilta-cel

Non si possono non citare, parlando di terapie avanzate nel trattamento dei tumori ematologici, le cellule Car-T. Janssen ha sviluppato la terapia ciltacabtagene autoleucel (cilta-cel), delle Car-T anti-BCMA per il trattamento del mieloma multiplo. “Sono terapie pionieristiche e potenzialmente curative”, commenta Bergamini. “I dati più recenti di cilta-cel sono stati presentati all’ASCO 2021 e all’EHA 2021 e mostrano una risposta globale del 98% e un tasso di risposta completa pari all’80% con una sopravvivenza globale a 18 mesi pari all’81%”.

“Per me è una grandissima gioia vedere l’immunoterapia diventare il quarto pilastro del trattamento per i tumori dopo la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia”, commenta Massimo Massaia, Direttore della Struttura Complessa di Ematologia dell’Ospedale S. Croce di Cuneo e responsabile del Laboratorio di Ematologia Oncologica afferente al Centro Interdipartimentale di Ricerca in Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino. “Forse si tratta dell’approccio terapeutico che in questo momento ha il massimo margine di espansione e di perfezionamento. Sono trattamenti avanzati, ma suscettibili di ulteriori modifiche: le prospettive sono molto promettenti”.

Oggi Janssen Oncology in Italia dispone anche di altri farmaci come ibrutinib, il primo inibitore della tirosin chinasi di Bruton (BTK) a somministrazione orale per la leucemia linfatica cronica, il linfoma mantellare e la macroglobulinemia di Waldenstrom; daratumumab, capostipite dei farmaci biologici anti CD38 a infusione endovenosa per il mieloma multiplo, approvato un anno fa dalla Commissione europea anche nella sua formulazione sottocutanea; apalutamide, un’antagonista del recettore degli androgeni per il tumore alla prostata, disponibile in Italia dalla fine del 2019.

I servizi a supporto del paziente

L’impegno di Janssen Italia non si limita all’individuazione e allo sviluppo di soluzioni terapeutiche che rispondano ai bisogni di cura ancora insoddisfatti o rappresentino nuove opzioni per patologie in cui i trattamenti attualmente disponibili sono limitati. “Ormai Janssen Italia non sia più solo un’azienda di prodotti, ma anche un’azienda di servizi”, spiega Luca Carlo Nardi, Direttore Commerciale Janssen Italia.
“Abbiamo sviluppato iniziative e servizi che vogliono contribuire a migliorare la qualità di vita dei pazienti, dalla creazione di siti web dedicati all’area oncologica per fornire informazioni a caregiver e pazienti sul tumore prostatico e sui tumori ematologici, a programmi specifici per supportare il paziente durante il suo percorso diagnostico-terapeutico”.

“ConCura”, un programma di supporto terapeutico a metà fra il reale e il virtuale che permette di accompagnare le persone con leucemia linfatica cronica nel proprio percorso di cura; “Agenda Digitale” è un software che permette una gestione ingegnerizzata delle priorità dei centri onco-ematologici e l’ottimizzazione del flusso dei pazienti in Day Hospital, per un utilizzo più razionale di risorse e tempo e contestualmente rendere meno gravosa l’esperienza in ospedale dei pazienti.

Assistenza domiciliare e Covid-19

Oltre a ciò, Janssen ha messo a disposizione dei servizi per l’assistenza domiciliare come “Janssen a Casa Tua”, per la consegna gratuita a domicilio dei propri farmaci ospedalieri a somministrazione orale e sottocutanea. Progetti particolarmente rilevanti e importanti durante il contesto pandemico che stiamo ancora vivendo e che consentono ai pazienti con malattie croniche e gravi di poter ridurre gli accessi in ospedale, garantendo loro al contempo la continuità terapeutico-assistenziale.

“La pandemia da Covid-19 ha rappresentato una grande sfida per tutte le persone che devono affrontare un tumore. La pressione sugli ospedali, i periodi di lockdown e la paura del virus hanno portato innanzitutto a un ritardo nella diagnosi per i mancati screening, effetto particolarmente grave se si considera quanto una diagnosi precoce sia fondamentale per aver una prognosi più favorevole”, osserva Stefania Vallone, Membro del Board e Coordinatrice Segreteria e Relazioni Internazionali, WALCE onlus – Women Against Lung Cancer in Europe. “Oltre a ciò, si è assistito anche a un ritardo nelle cure in quanto i pazienti stessi hanno rinunciato a recarsi in ospedale per visite o terapie, disdicendo trattamenti o appuntamenti già fissati. In questo contesto, la telemedicina e la domiciliazione delle terapie rappresentano una grande opportunità per garantire una continuità terapeutico-assistenziale, fondamentale nella lotta ai tumori”.

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