I bambini non sono grandi portatori asintomatici di CoVid-19: intervista al professor Agostoni

Uno studio italiano ha confutato l’ipotesi secondo cui i bambini avrebbero avuto maggiori probabilità di essere portatori asintomatici del SARS-CoV-2 rispetto agli adulti. L’indagine ha coinvolto 83 bambini e 131 adulti ricoverati nei reparti di pronto soccorso della Fondazione Ca’ Granda Osperdale Maggiore Policlinico di Milano per condizioni non infettive e senza segni o sintomi ascrivibili al CoVid-19. Soltanto uno dei bambini è risultato positivo al test del SARS-CoV-2, a fronte di 12 adulti, il che si esplicita in un OR pari a 0,12 nei bambini rispetto agli adulti. Nessuno dei bambini peraltro ha sviluppato segni o sintomi di CoVid-19 nelle 48 ore successive al ricovero.

Popular Science Italia ha intervistato il prof. Carlo Agostoni, direttore del reparto di pediatria dell’Ospedale Policlinico di Milano ed autore dello studio:

I risultati dello studio erano del tutto inattesi?

Quando abbiamo iniziato a passare al vaglio i dati relativi al periodo di lockdown nelle nostre due unità di pronto soccorso (pediatrica e dell’adulto) non ne avevamo idea. Da un lato era stato suggerito che i bambini fossero possibili facilitatori della trasmissione e dell’amplificazione del SARS-CoV-2, dato che la maggior parte di essi è asintomatica (Lancet 2020; 20:633). Dall’altro, un articolo cinese pubblicato sul NEJM (2020; 382: 1663), ha suggerito che i bambini asintomatici costituscono il 15% dei soggetti positivi al SARS-CoV-2. Nella nostra indagine la proporzione era ancora inferiore (è risultato positivo al viris l’1% dei bambini contro il 9% degli adulti senza alcun segno o sintomo suggestivo di infezione da SARS-CoV-2). Questi risultati dovrebbero essere considerati alla luce dei loro stessi limiti e nel loro contesto, ossia quello di un’analisi retrospettiva dei casi che hanno raggiunto il pronto soccorso ed hanno richiesto il ricovero in un singolo ospedale (l’IRCCS Policlinico, nel centro di Milano) nel periodo di lockdown (dall’1 marzo al 30 aprile del 2020).

Quali sono le implicazioni dei risultati alla luce del pensiero corrente su bambini e SARS-CoV-2?

I dati non supportano l’ipotesi secondo cui i bambini possano essere portatori asintomatici ad un livello superiore rispetto a quello degli adulti. Oggi le scuole elementari in molte regioni dell’Italia stanno riaprendo, ed auspicabilmente questi dati, potendo aiutare a comprendere l’epidemiologia del virus, potrebbero anche contribuire all’inizio del nuovo anno scolastico con una visione meno pessimistica, unitamente alle raccomandazioni ancora valide sul distanziamento sociale e sull’uso indicato delle mascherine. Dobbiamo comunque rimanere in guardia.

Alcune ricerche provenienti dagli USA hanno suggerito fortemente che, a differenza di quanto accade con l’influenza stagionale , i bambini non sono da considerare grandi diffusori del SARS-CoV-2: la sua ricerca conferma questa posizione?

Sostanzialmente sì. Abbiamo sottolineato la necessità per ora di non abbassare nessuna misura di guardia (distanziamento e mascherina).

Alla luce dei dati evidenziati, lei ritiene adeguate le misure che sono state introdotte all’atto della riapertura delle scuole per la protezione di bambini ed insegnanti?

Come dicevo prima, essenzialmente sì. Con un poco di ottimismo in più (da confermare).

A suo avviso quale area dovrebbero coprire le prossime ricerche nel campo del CoVid-19 nell’infanzia?

Posso rispondere per la parte epidemiologica, ovvero raccogliere dati da “setting” diversi e con numeri più consistenti dati su differenze o similarità con quanto viene osservato tra gli adulti, considerando che la situazione epidemiologica è a sua volta mutevole indipendentemente dalla età.

(Pediatrics online 2020, pubblicato il 14/9 doi:10.1001/jamapediatrics.2020.3595)

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One Thought to “I bambini non sono grandi portatori asintomatici di CoVid-19: intervista al professor Agostoni”

  1. antonio magioncalda

    Numeri troppo bassi in rapporto a quelli della pandemia. Confortanti,ottimistici. Ma statisticamente poco significativi per i troppi limiti/fattori confondenti

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