Future basi spaziali fatte di funghi

Futuristiche ma non troppo. Le stazioni spaziali sulla Luna e su Marte potrebbero essere fatte di funghi, in particolare di micelio (il corpo vegetativo dei funghi composto da numerosi filamenti intrecciati). E’ l’idea del centro di ricerca Ames della Nasa nella Silicon Valley, che sta realizzando i prototipi di questa ‘mico-architettura’.

“Possiamo sfruttare i funghi per far crescere questi habitat una volta arrivati lì”, spiega Lynn Rothschild, coordinatrice del progetto. L’idea è che in futuro gli esploratori umani possano portarsi dietro una ‘casa’ compatta, costruita con un materiale leggero fatto di funghi dormienti, da ‘risvegliare’ una volta arrivati sul pianeta. Aprendo la struttura di base e aggiungendo dell’acqua, i funghi potranno crescere attorno ad un’impalcatura. Il progetto prevede mattoni fatti di funghi, trucioli di legno e rifiuti da giardino e una cupola a tre strati, dove quello più esterno è fatto di acqua ghiacciata, presa dalle risorse presenti sulla Luna o Marte.

L’acqua serve a proteggere dalle radiazioni, con un effetto a cascata sul secondo strato, costituito da cianobatteri (che sfruttano l’energia solare per trasformare acqua e anidride carbonica in ossigeno e cibo per i funghi). Questo strato, attraverso la luce che filtra da quello ghiacciato, può produrre ossigeno per gli astronauti e nutrienti per i funghi, presenti nell’ultimo strato. Questi vengono fatti crescere in uno spazio chiuso, e poi “cotti” per uccidere eventuali forme di vita, in modo da non contaminare Marte e altri microorganismi già presenti. I funghi possono essere inoltre usati per filtrare l’acqua, estrarre minerali dalle acque di scarto, produrre luce, regolare l’umidità e persino auto-rigenerarsi in caso di danni.

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