Disordini alimentari: le ragazze con famiglie depresse e conflittuali sono più a rischio

anoressia(Reuters Health) – Le giovani adolescenti rischiano problemi alimentari se in famiglia ci sono conflitti e depressione. Lo rivela uno studio australiano che dimostra come le adolescenti che vivono problemi familiari o sono soggette a “umor nero”, siano più propense a contare le calorie, a saltare i pasti e a cimentarsi in diversi comportamenti alimentari rischiosi come una dieta non controllata. “Molti fattori sono associati allo sviluppo di problemi alimentari e di diete rischiose tra cui il tipo di socializzazione con i coetanei, il rapporto con i media, con la famiglia e i genitori – ha detto il coautore della ricerca Adrian B. Kelly, della The University of Queensland – Questo studio analizza il clima emozionale che si respira in famiglia come fonte di una vulnerabilità strisciante per le ragazze che seguono diete pericolose. In Australia circa il 39% delle adolescenti e il 13% degli adolescenti si cimentano in una dieta di grado intermedio o estremo”.

Lo studio
I ricercatori hanno esaminato oltre 4.000 ragazze di età compresa tra gli 11 e i 14 anni in 231 scuole di tre Stati australiani. Le ragazze hanno risposto ad un questionario riguardo a specifici comportamenti quali il conteggio delle calorie, la riduzione delle quantità di cibo durante i pasti o saltare addirittura i pasti come mezzo per contrastare il peso, attraverso una valutazione di come si impegnano in ciascun comportamento che va da “raramente” a “mai”, a “quasi sempre”. Le ragazze hanno compilato anche un questionario sulle emozioni e i sentimenti riguardanti i loro genitori e valutato tre elementi rispetto al conflitto domestico, come ad esempio “persone che nella mia famiglia si insultano spesso o gridano a vicenda.

I risultati
La ricerca ha dimostrato che gli adolescenti che lamentavano  più elevati livelli di conflitto famigliare erano anche quelli con maggiore probabilità di seguire comportamenti alimentari incongrui come una dieta, e la depressione spiegava, almeno in parte, tale correlazione.

Gli studiosi hanno preso in considerazione lo status socio-economico della famiglia. Le ragazze con basso status e quelle che hanno avuto una pubertà precoce sotto gli 11 anni, avevano più probabilità rispetto agli altri di seguire una dieta non controllata. “Ci sono molte cose che si possono fare, questo studio sottolinea il valore potenziale  di affrontare eventi famigliari stressanti come il conflitto, e lavorare sui modi per ridurre l’impatto negativo sul benessere emotivo dei giovanissimi. – ha spiegato Kelly – Vediamo questa area di studio come qualcosa che potrebbe integrare altre strategie piuttosto che sostituire alcuni approcci basati sulle evidenze scientifiche”.

I commenti
Lo studio australiano è considerato come un punto di partenza. “Non si può affermare che il conflitto o la depressione causino comportamenti alimentari a rischio; si può solo constatare per ora che essi sono in qualche modo collegati”, scrivono gli autori.

“Questo è uno dei pochi studi condotti su un ampio campione di una comunità di ragazze adolescenti – ha commentato John Toumbouron, psicologo della salute alla Deakin University di Geelong, in Australia – la constatazione che l’impatto del conflitto famigliare sull’alimentazione può essere mediato da sintomi depressivi, aggiunge robustezza alla tesi secondo la quale affrontare la sintomatologia depressiva precocemente può essere fondamentale al fine di prevenire un comportamento alimentare malsano come una dieta incongrua e rischiosa nelle adolescenti”.

Naturalmente i risultati vanno usati con cautela fino a quando non saranno confermati da studi di lungo termine e i ricercatori analizzeranno gli interventi per ridurre la depressione.

Fonte: Eating Behavors

Kathryn Doyle

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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