Da Ebola a Zika, i 21 virus che preoccupano l’Oms

Non ci sono solo il Covid o l’Ebola, che periodicamente ritorna a colpire, ma anche altre malattie infettive emergenti o note da tempo, come la febbre gialla o la peste, e meno ‘famose’, come la tularemia. Sono ventuno le epidemie in giro per il mondo, compreso il Covid, sotto i riflettori dell’Oms, descritte nella pagina ’emergenze’ del sito dell’organizzazione, molte per fortuna con pochi casi l’anno ma comunque sotto osservazione.

L’elenco dell’Organizzazione inizia con Chikungunya, una malattia trasmessa dalle zanzare diffusa in Africa e in Asia che di tanto in tanto affiora anche in Europa, Italia compresa. Lo scorso 9 febbraio in Congo è stata dichiarato un nuovo focolaio, e in totale ogni anno ci sono diverse centinaia di migliaia di casi. Buone notizie vengono invece dal colera, i cui casi sono in forte diminuzione in tutto il mondo ma che fa comunque circa 500mila casi l’anno. L’elenco prosegue con la febbre emorragica Congo-Crimea, con Ebola, di cui è in corso un focolaio in Guinea, e con il virus Hendra, trasmesso all’uomo dai cavalli che per ora fa pochi morti l’anno.

Sembrano buone per ora le notizie sull’influenza, che nell’emisfero nord quest’anno è ferma grazie alle misure contro il coronavirus. Della lista fanno parte la febbre Lassa, il virus Marburg e la meningite, che continua a fare 5 milioni di casi l’anno e che è stata oggetto anche di una risoluzione per l’eradicazione entro il 2030 da parte della World Health Assembly. E’ ancora attivo anche il virus Mers, ‘parente’ della Sars e del Sars-CoV-2, avverte l’Oms, e nel 2020 sono stati segnalati casi di vaiolo delle scimmie, un virus simile a quello del vaiolo anche se meno grave, in 15 paesi del mondo. Fra le zoonosi oggetto di attenzione c’è anche il virus Nipah, trasmesso dai maiali. In tutti i continenti tranne l’Oceania, segnala l’Oms, sono segnalati anche casi di peste, che oggi fortunatamente è curabile con i comuni antibiotici.

Sono in aumento i casi di polio, nonostante la malattia sia vicina all’eradicazione. “I segni di diffusione da Pakistan e Afghanistan – scrive il comitato sulla malattia dell’Oms – e la vulnerabilità in aumento negli altri paesi dove le vaccinazioni e le attività di prevenzione sono state contrastate dalla pandemia di Covid suggeriscono che il rischio di diffusione internazionale sia ai massimi livelli dal 2014”.

Della lista fanno parte anche la febbre della Rift Valley, la Sars, di cui non si registrano casi da diversi anni ma che è ancora oggetto di attenzione, e il vaiolo, che sebbene sia stato eradicato è ancora oggetto di piani di preparedness in caso di ritorno. L’elenco si chiude con tularemia, febbre gialla e con il virus Zika, protagonista nel 2015 di una pandemia che ha interessato anche l’Europa e che comunque è rimasta endemica in Sudamerica.

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