Cancro: interventi telefonici utili per alleviare ansia e depressione

(Reuters Health) – Una nuova revisione Cochrane conferma l’efficacia degli interventi telefonici nell’alleviare, in qualche misura, la depressione e altri sintomi negli adulti con cancro, anche se la certezza delle evidenze in generale è bassa.

“Gli interventi telefonici potrebbero – e probabilmente dovrebbero (soprattutto alla luce del COVID-19) – essere opzioni offerte in aggiunta agli incontri face-to-face con i medici per il supporto ai sintomi”, dice Emma Ream dell’Università del Surrey di Guildford, UK. “Sono importanti soprattutto per quelle popolazioni che vivono molto lontane dai centri di assistenza, sono immunocompromesse o si sentono troppo stanche e indisposte”.

Ream e colleghi hanno valutato l’efficacia degli interventi telefonici per ridurre i sintomi associati a un cancro e al suo trattamento in una revisione sistematica di 32 studi che hanno incluso 6.250 partecipanti.

Gli interventi, forniti principalmente da infermieri, si dirigevano a sintomi di ansia, depressione, sofferenza emotiva, incertezza, affaticamento, dolore, sintomi correlati alla sfera sessuale, intensità dei sintomi e/o distress in generale.

La maggior parte dei 21 interventi telefonici è sembrata ridurre significativamente i sintomi depressivi.

Molti interventi telefonici apparivano più efficaci del controllo nella riduzione di ansia, affaticamento e sofferenza emotiva.

Al contrario, non è stato possibile trarre alcuna conclusione sull’efficacia degli interventi telefonici per ridurre incertezza, dolore, sintomi legati alla sfera sessuale, dispnea o sintomi generali. Inoltre, nel complesso, i ricercatori hanno osservato che la certezza delle evidenze era molto bassa per tutti gli esiti.

“Anche se le evidenze sono incoraggianti, si deve ammettere che la fiducia nelle stime è più bassa di quanto si vorrebbe e pertanto è necessaria una valutazione continua”, conclude Ream. “Servono ulteriori ricerche per contribuire a costruire una base di evidenze solida su questo”.

Fonte: Cochrane Database of Systematic Reviews
Will Boggs
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Post correlati

Lascia un commento

*