Il coinvolgimento dei linfonodi (LN) nel cancro del pene è associato a una scarsa sopravvivenza. La diagnosi precoce e la gestione della malattia influenzano significativamente la sopravvivenza, con approcci terapeutici multimodali spesso presi in considerazione nelle fasi avanzate della malattia.
Ashwin Sachdeva e i suoi colleghi hanno svolto una revisione per valutare l’efficacia clinica delle opzioni di trattamento disponibili nella gestione della linfoadenopatia inguinale e pelvica negli uomini con cancro del pene.
Sono state esplorate le banche dati EMBASE, MEDLINE, Cochrane Database of Systematic Reviews e altri ancora dal 1990 al mese di luglio 2022. Sono stati inclusi trial randomizzati controllati (RCT), studi comparativi non randomizzati (NRCS) e serie di casi (CS).
Alla fine sono stati selezionati 107 studi per un totale di 9582 pazienti provenienti da due RCT, 28 NRCS e 77 CS. La qualità delle evidenze è considerata scarsa. La chirurgia rappresenta il pilastro della gestione della malattia dei LN e la linfadenectomia inguinale precoce (ILND) è associata a migliori esiti. La ILND videoendoscopica può offrire risultati di sopravvivenza comparabili alla ILND aperta con una minore morbilità correlata alla ferita chirurgica. La dissezione linfonodale pelvica ipsilaterale (PLND) nei casi N2-3 migliora la sopravvivenza complessiva rispetto a nessuna chirurgia pelvica. La chemioterapia neoadiuvante nella malattia N2-3 ha mostrato un tasso di risposta patologica completa del 13% e un tasso di risposta obiettiva del 51%. La radioterapia adiuvante può essere efficace nella malattia pN2-3 ma non nella pN1. La chemio-radioterapia adiuvante può fornire un piccolo beneficio di sopravvivenza nella malattia N3. La radioterapia e la chemioterapia adiuvanti migliorano gli esiti dopo la PLND per metastasi linfonodali pelviche.
Eur Urol. 2024 Mar doi: 10.1016/j.eururo.2023.04.018