Le donne in gravidanza devono mantenere livelli bilanciati di ferro, zinco e magnesio durante le prime fasi della gravidanza, per ridurre potenzialmente il rischio di diabete gestazionale. Lo osserva uno studio condotto da Guozhen Chen e colleghi del Guangdong Women and Children Hospital, in…
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Endometriosi: dieta a basso contenuto di FODMAP efficace nel ridurre la gravità dei sintomi GI
La dieta a basso contenuto di FODMAP, che limita l’assunzione di alcuni tipi di carboidrati fermentabili, ha ridotto la gravità dei sintomi gastrointestinali nelle donne con endometriosi. È quanto ha evidenziato una ricerca pubblicata su Alimentary Pharmacology & Therapeutics e coordinata da Jane Varney,…
LeggiNHR e marcatori immunoinfiammatori predicono la coronaropatia nei pazienti con NAFLD
La coronaropatia (CHD) e la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) condividono numerosi meccanismi patogenetici, tra cui disfunzione del tessuto adiposo, insulino-resistenza e infiammazione sistemica mediata da adipokine. Tuttavia, il ruolo specifico dell’infiammazione e della risposta immunitaria nel modulare il rischio cardiovascolare in pazienti con…
LeggiEsposizione precoce ad apoB e rischio cardiovascolare nella mezza età
L’esposizione prolungata a lipoproteine aterogene durante la giovane età adulta rappresenta un determinante cruciale per il rischio cardiovascolare futuro. Un ampio studio prospettico pubblicato sull’European Heart Journal ha quantificato l’associazione tra i livelli cumulativi di apolipoproteina B (apoB), particelle LDL (LDL-P) e particelle ricche…
LeggiBiomarcatori infiammatori predicono la mortalità nel diabete di tipo 2
Il diabete di tipo 2 (T2D) è una patologia cronica associata a infiammazione sistemica, stress metabolico e invecchiamento, con un impatto significativo sulla mortalità a lungo termine. Migliorare la stratificazione del rischio nei pazienti affetti da T2D potrebbe facilitare interventi clinici più mirati. Uno…
LeggiNuovo approccio per stimare il flusso sanguigno negli aneurismi cerebrali
La valutazione emodinamica riveste un ruolo centrale nella previsione della crescita e del rischio di rottura degli aneurismi cerebrali. Uno strumento promettente in questo ambito è l’assimilazione variazionale dei dati (Data Assimilation, DA), una tecnica in grado di stimare retroattivamente le condizioni al contorno…
LeggiGli ARB proteggono meglio il cervello negli ipertesi con sindrome metabolica
I pazienti ipertesi con sindrome metabolica sono a maggior rischio di sviluppare decadimento cognitivo, ma non è ancora chiaro se tutti gli antipertensivi offrano la stessa protezione neurologica. Una revisione sistematica con metanalisi pubblicata su Cureus ha confrontato l’effetto degli antagonisti del recettore dell’angiotensina…
LeggiLe esperienze avverse infantili aumentano il rischio di ipertensione
Le esperienze avverse infantili (Adverse Childhood Experiences, ACE) possono lasciare segni non solo psicologici, ma anche fisici, influenzando la salute cardiometabolica e aumentando il rischio di sviluppare ipertensione. Questo èÈ quanto emerge da uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health, che ha analizzato…
LeggiPiù antiossidanti si assumono, più si riduce il rischio di sviluppare ipertensione
Un’alimentazione e uno stile di vita ricchi di antiossidanti potrebbero ridurre significativamente il rischio di ipertensione, secondo quanto riportato in uno studio pubblicato su Frontiers in Cardiovascular Medicine. “L’associazione tra stress ossidativo e ipertensione è stata corroborata da diversi studi portati avanti su modelli…
LeggiIntegratori di vitamina D: effetti positivi negli anziani ipertesi e con deficit cognitivo
Uno studio retrospettivo pubblicato su Frontiers in Neurology ha evidenziato che l’assunzione di integratori contenenti vitamina D potrebbe apportare benefici cognitivi e cardiovascolari negli anziani ipertesi con carenza di vitamina D e lievi deficit cognitivi. “Analizzando 153 cartelle cliniche di soggetti di almeno 65…
LeggiBiomarcatori infiammatori e disfunzione della superficie oculare nei pazienti con orbitopatia tiroidea
Un nuovo studio pubblicato su Acta Ophthalmologica ha evidenziato significative alterazioni della superficie oculare e profili infiammatori nel film lacrimale nei pazienti con orbitopatia tiroidea (TED), suggerendo potenziali biomarcatori diagnostici per questa patologia. “Abbiamo osservato livelli significativamente più elevati di CD40 ligando (CD40L) e…
LeggiArsenico, mercurio e cobalto hanno un ruolo nell’insorgenza dei disturbi tiroidei
Un numero crescente di studi suggerisce una connessione tra la vita in ambienti vulcanici e un aumentato rischio di disturbi tiroidei. A questo proposito, un recente articolo pubblicato su Science of The Total Environment ha esplorato i potenziali effetti di tre elementi presenti in…
LeggiSindrome da malattia non tiroidea nei bambini con leucemia linfoblastica acuta, legami con la chemioterapia
Uno studio pubblicato su Scientific Reports ha indagato la prevalenza della Non-thyroidal Illness Syndrome (NTIS) nei pazienti pediatrici con leucemia linfoblastica acuta (LLA), sottolineando come questa patologia, tipicamente transitoria, sia spesso sottovalutata in ambito oncologico pediatrico. “La nostra analisi prospettica ha incluso 96 bambini…
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