Bimekizumab: le prime esperienze real-life (SIDeMaST)

Diversi studi clinici hanno mostrato l’efficacia del farmaco bimekizumab, inibitore duale dell’IL17 A e dell’IL17F, nel trattamento della psoriasi. La pratica clinica in Italia inizia a confermare questi risultati e presto il farmaco sarà disponibile per la comunità scientifica dermatologica italiana. In occasione del 96° congresso SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) si è tenuto il simposio Bimekizumab: innovare per elevare il management della PsO, supportato da UCB, in cui gli specialisti si sono confrontati sul meccanismo di azione del farmaco, sui dati di efficacia e sicurezza derivanti dai trial clinici e sulle prime esperienze cliniche.

“Bimekizumab appartiene alla famiglia degli anti-IL17, ma si caratterizza rispetto alle altre molecole di questa classe per un nuovo meccanismo d’azione: agisce sia sull’IL17A sia sull’IL17F e questo rende ragione di un’ulteriore specificità di azione e di una maggiore efficacia. Questo è il valore aggiunto di bimekizumab: grazie a questo meccanismo di azione è possibile avere una risposta rapida e protratta nel tempo con somministrazioni estremamente dilazionate”, questo può portare a un miglioramento della compliance del paziente e dell’aderenza terapeutica, dice Paolo Dapavo Dir. Medico Primo Livello Clinica Dermatologica di Torino. “Abbiamo già avuto la fortuna di poter utilizzare bimekizumab nella pratica clinica, su pochi pazienti per ora. In questi soggetti che sono arrivati alla seconda somministrazione, abbiamo riscontrato una efficacia terapeutica estremamente rapida e soprattutto assenza di eventi avversi”.
“Testare un nuovo farmaco è un po’ come esplorare un nuovo mondo, bisogna verificare che i risultati raccolti negli studi siano confermati nella Real Life. I risultati delle prime esperienze di trattamento per ora sembrano eccellenti, confermati su diverse sotto-classi di pazienti e questo ci fa sperare di trovarci realmente di fronte a una nuova evoluzione del trattamento della psoriasi”, aggiunge Piergiorgio Malagoli, Direttore Centro Psocare IRCCS Policlinico San Donato Co-founder Italian Skin Consulting.

L’anno scorso, sulla base delle evidenze dei trial clinici, l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha approvato l’uso di bimekizumab nei pazienti adulti affetti da psoriasi da moderata a severa e candidati alla terapia sistemica. Il farmaco viene somministrato inizialmente, per le prime 16 settimane, ogni 4 settimane e poi ogni 8 settimane.

Il Prof Antonio Costanzo, Responsabile dell’Unità Operativa Dermatologia in Humanitas, spiega qual è l’interesse di avere a disposizione un farmaco in grado di inibire due diverse interleuchine coinvolte nel processo infiammatorio che sottende la patologia. “La patofisiologia della psoriasi è complessa e coinvolge numerosi attori molecolari. L’IL17A e l’IL17F si sono rivelati dei driver chiave della malattia. Bloccare queste due interleuchine nei pazienti con psoriasi porta alla normalizzazione di geni pro-infiammatori chiave nella pelle lesionata”.

Come ricorda il Prof. Paolo Gisondi, Professore associato di Dermatologia e Venereologia, Dipartimento di Medicina-Università degli Studi di Verona e Membro del Consiglio Direttivo SIDeMaST, quattro studi clinici randomizzati di fase III (BE READY, BE SURE, BE VIVID, e BE RADIANT) hanno mostrato che bimekizumab è più efficace e più veloce nell’azione del placebo, di adalimumab, di ustekinumab e anche di secukinumab (un inibitore dell’IL17A). “La risposta PASI100 è stata mantenuta nel corso di due anni nell’80-90% dei pazienti, inoltre il farmaco è stato ben tollerato: la maggior parte degli eventi avversi sono stati lievi o moderati”.

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