Autolesionismo per 2 ragazze su 10. Età di esordio in calo

autolesionismoFarsi del male per attirare l’attenzione. Non c’è infatti il desiderio del suicidio dietro agli atti di autolesionismo che 2 ragazze su 10 hanno sperimentato almeno una volta. Spesso si tagliano gli avambracci usando oggetti più disparati, dalle classiche lamette o coltellini fino ai temperini. A fare il punto, un convegno ospitato presso il Policlinico Umberto I di Roma, nell’ambito delle iniziative previste per la Giornata della Salute Mentale Femminile.

Al femminile
“Fenomeno più urbano e più femminile, l’autolesionismo – spiega Mauro Ferrara, neuropsichiatra infantile e ricercatore presso l’Università La Sapienza di Roma – riguarda tutto il mondo occidentale con un trend in incremento negli ultimi 20 anni. Nell’adulto è legato a situazioni particolari di disagio, nei giovani invece è molto trasversale e frequente in tutti i contesti sociali, nelle periferie come nei quartieri bene”. A seconda della frequenza e dell’entità, dal 13 al 36% delle adolescenti e circa il 5-10% degli adolescenti sperimentano almeno un atto di autolesionismo, ovvero si fanno male pur senza volersi uccidere.

L’età
Rispetto all’età di esordio c’è un anticipo: “vedevamo – sottolinea l’esperto – una forbice tra 14 e 17 anni, ora siamo scesi intorno a 12-15 anni. Normalmente il problema, come del resto nei tentativi di suicidio, è femminile nel 90% dei casi. Ma da questo punto di vista negli ultimi anni osserviamo un aumento della percentuale maschile, spesso collegata a una problematica relativa all’identità di genere”.

Perché
Le lesioni sono in genere sugli avambracci, “luoghi non troppo nascosti, che mettono in evidenza l’ambiguità del messaggio che vogliono lanciare: lasciami stare ma aiutami”. Il fenomeno, prosegue Ferrara, “viaggia attraverso il web, non solo nei social ma anche nei forum dedicati, che spesso alimentano una ambiguità di fondo e non è chiaro se forniscano più aiuto o auto esposizione”. La vera sfida, conclude, è capire per quali persone il disagio rischia di portare, nel tempo, al suicidio”.

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