Apnea ostruttiva del sonno: uno stile di vita attivo la contrasta

(Reuters Health) – Uno stile di vita attivo può contribuire a proteggere dall’apnea ostruttiva del sonno (OSA). Ad affermarlo è una nuova ricerca Usa che ha evidenziato come livelli più elevati di attività fisica e meno ore trascorse seduti si associno a un rischio inferiore di OSA.

“I risultati sono piuttosto prevedibili, poiché sappiamo che essere fisicamente attivi e meno sedentari è efficace per ridurre l’obesità, un fattore di rischio forte per OSA”, dice Tianyi Huang del Brigham & Women’s Hospital di Boston, primo autore dello studio.

“Oltre a ridurre l’obesità, uno stile di vita attivo aumenta la resistenza e riduce l’infiammazione. L’insulino-resistenza e l’infiammazione sono meccanismi importanti che potrebbero causare OSA. Uno stile di vita attivo durante il giorno riduce anche la ritenzione di liquidi eccessiva; quando le persone dormono sdraiate, i liquidi in eccesso possono comprimere i polmoni riducendone il volume e causando OSA”, aggiunge Huang. I risultati dello studio si basano sui dati relativi a oltre 118.000 donne del Nurses’ Health Study (2002-2012) e del Nurses’ Health Study II (1995-2013) e a oltre 19.000 uomini del Health Professionals Follow-up Study (1996-2012).

Ogni due-quattro anni, i partecipanti hanno segnalato la loro attività fisica ricreativa (quantificata tramite l’equivalente metabolico, o MET-ore a settimana) e il tempo trascorso seduti. La OSA è stata autosegnalata. 8.733 soggetti hanno sviluppato OSA.

Dopo l’aggiustamento per possibili fattori confondenti, le persone con 36 o più MET-ore a settimana di attività fisica (vs meno di sei MET-ore a settimana) presentavano un rischio del 54% inferiore di OSA (hazard ratio: 0,46; IC al 95%: da 0,43 a 0,10; P per trend < 0,001).
Rispetto a chi trascorreva meno di quattro ore a settimana seduto a guardare la TV, quelli che passavano 28 o più ore a settimana di fronte alla TV presentavano un rischio aumentato del 78% di OSA (HR: 1,78; IC 95%: da 1,60 a 1,98; P<0,001). L’HR corrispondente era 1,49 (IC 95I: da 1,38 a 1,62; P<0,001) per 28+ ore a settimana seduti al lavoro/fuori casa.

Con un ulteriore aggiustamento per diversi fattori metabolici come indice di massa corporea e circonferenza vita, le associazioni con attività fisica e ore seduti al lavoro/fuori casa si sono attenuate ma sono rimaste significative (P<0,001), mentre la correlazione con le ore seduti a guardare la TV non era più statisticamente significativa (P=0,18).

“La maggior parte dei precedenti studi osservazionali sulle associazioni di attività fisica e sedentarietà con OSA erano trasversali, con una valutazione sull’esposizione incompleta e un inadeguato controllo dei fattori confondenti”, conclude Huang. “Questo è il primo studio prospettico che valuta contemporaneamente l’attività fisica e il comportamento sedentario in relazione al rischio di OSA”.

Fonte: European Respiratory Journal
Megan Brooks
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

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