
L’indagine
Un gruppo di psicologi dell’Università del New Jersey ha confrontato quanto fossero radicati gli stereotipi sui ruoli di genere nella mente di due gruppi di individui tra loro molto distanti nel tempo: 195 studenti di college intervistati sull’argomento nel 1983 e 191 adulti intervistati nel 2014. Dai dati raccolti a distanza di 30 anni è emerso che quanto a
stereotipi sui ruoli maschili e femminili non ci sono stati grossi cambiamenti. Allora come oggi si tende a etichettare la donna con una personalità dolce, delicata, incline alla cura,
più adatta ai lavori domestici e a lavori tradizionalmente femminili come l’insegnante e l’infermiera. L’uomo invece è visto oggi come trenta anni fa come non in grado assolutamente di occuparsi delle faccende domestiche e più incline a svolgere mestieri ‘maschili’ come l’ingegnere.
L’unico cambiamento sostanziale rispetto a 30 anni fa è che oggi la responsabilità finanziaria e le decisioni su questioni economiche non sono più viste come qualcosa che riguardi solo l’uomo di casa, ma come aspetti equamente presi in carico da lui e da lei. Siamo distanti, insomma, da una visione collettiva dei ruoli di genere che agevoli il raggiungimento di una condizione di uguaglianza e equa ripartizione dei compiti tra uomo e donna, concludono gli autori.
