Virus: quando servono per sopravvivere

Mai come in questo periodo la parola “virus” può generare una sensazione di paura, eppure i virus non sono solo “cattivi”. A spiegare la natura indispensabile per l’evoluzione di questi microrganismi sono due studi pubblicati sulla rivista Nature Structural & Molecular Biology e condotti dai ricercatori del Cincinnati Children’s Perinatal Institute e dell’università giapponese Azabu. I virus, infatti, giocano un ruolo fondamentale nell’evoluzione dei mammiferi, influenzando la loro capacità di riprodursi e sopravvivere nelle prime fasi di sviluppo embrionale.

Per arrivare a questo risultato, i ricercatori hanno studiato ovuli e spermatozoi (le cellule germinali) umani e di topi e il cosiddetto trascrittoma, che è una specie di impronta digitale dell’attività genica. In questo modo il team guidato da Satoshi Namekawa ha identificato due particolari processi, fondamentali per le cellule germinali e influenzati dai virus. “Da quando è stato sequenziato il genoma del topo e di altre specie, si è visto che una sua buona parte è costituita dal Dna di virus e retrovirus. Il loro Dna cioè, durante l’evoluzione, è entrato a far parte del nostro, attraverso le infezioni.

Queste sequenze virali sono mobili e possono saltare da una specie all’altra”, spiega Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia. Una volta che si produce questo ‘salto’, le sequenze virali acquistano una funzione. “Prima si pensava che questo Dna virale fosse spazzatura, invece oggi sappiamo che diventano dei geni che regolano l’espressione di altri geni”, prosegue Redi. In questo caso, i ricercatori giapponesi hanno scoperto che alcune di queste sequenze di Dna di retrovirus “regolano le prime fasi dello sviluppo embrionale, in particolare di ovociti e spermatozoi. Sono importanti infatti nel dotare le cellule germinali di sequenze di Dna silente, che si attiva una volta avvenuta la fecondazione, guidando la crescita dell’embrione”, aggiunge. Conoscendo questi nuovi elementi si può capire, conclude Redi, “se influiscono nello sviluppo di alcuni organi, eventuali difetti di formazione o essere causa di sterilità”.

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