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Violenza: contagiosa come una malattia

E’ contagiosa come una malattia, ma non ti costringe a letto, anzi: è la violenza che, secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Public Health, si “attacca” da adolescente ad adolescente, da amico ad amico con una probabilità del 183%.

Lo studio dimostra che la violenza può rimbalzare nella comunità viaggiando sulle reti di relazione da amici a amici degli amici, con effetti di diffusione importanti, sottolinea l’autore del lavoro Robert Bond, della Ohio State University. Non è la prima volta che si dimostra che un certo comportamento (ad esempio dedicarsi all’attività sportiva o fumare etc) sia contagioso lungo la rete di amici e conoscenti.

In questo caso si è voluto vedere se anche i comportamenti violenti rispondono alla stessa regola della rete sociale. Per farlo i ricercatori Usa hanno osservato con questionari dettagliati un campione di 5.913 adolescenti partecipanti allo studio ‘National Longitudinal Study of Adolescent Health (ADD Health)’. Hanno chiesto loro se avessero compiuto atti di violenza nell’ultimo periodo (da aggressioni a vere e proprie risse o peggio ancora all’uso di armi). Hanno chiesto loro informazioni su amici stretti e amici di amici.

Ebbene è emerso che la violenza è contagiosa e quindi che se un giovane si comporta in modo violento la probabilità che i suoi amici facciano lo stesso a stretto giro si moltiplica. La contagiosità persiste – anche se con effetti più modesti – per quattro gradi di separazione (fino all’amico di amico di amico) sulla rete. L’effetto contagio va oltre il fatto che in genere tra amici si fanno cose simili (effetto cluster) per cui un giovane violento, sicuramente si circonderà di amici come lui.

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