Vaccino anti-CoVid, la minaccia delle resistenze: intervista a David Kennedy

Analogamente a quanto accade con i batteri che sviluppano resistenza nei confronti di un antibiotico, i virus possono sviluppare resistenze nei confronti dei vaccini, e l’evoluzione del SARS-CoV-2 potrebbe minare alla base l’efficacia dei vaccini attualmente in via di sviluppo, come emerge da uno documento edito da un gruppo di ricercatori della Pennsylvania State University, che offre anche raccomandazioni per gli sviluppatori dei vaccini atte a minimizzare la probabilità di questa complicazione.

Popular Science Italia ha intervistato l’autore principale del documento David Kennedy della Pennsylvania State University.

La resistenza virale rappresenta una vera minaccia all’efficacia dei vaccini anti-SARS-CoV-2?

A dire il vero ancora non lo sappiamo. Lo sviluppo di un vaccino sicuro ed efficace per il CoVid-19 rappresenta un’urgente priorità, ma non vogliamo che i benefici del vaccino svaniscano nel tempo per via dell’evoluzione di resistenze virali. Sono esistiti numerosi vaccini umani che hanno funzionato per molto tempo senza che si sviluppassero mai resistenze, ma ci sono stati anche alcuni vaccini umani ed animali in cui la resistenza si è sviluppata. Dato che attualmente ci sono più di 200 candidati vaccinali per il CoVid-19 nell’iter di sviluppo, sembrerebbe il momento giusto per chiedersi se quelli che sono prossimi all’approvazione saranno più simili ai vaccini che determinano l’evoluzione di una resistenza o a quelli che non lo fanno.

Quali potrebbero essere i migliori marcatori di selezione virale per monitorare le probabilità di una mutazione?

Ci sono tre fattori importanti da monitorare per valutare se sia probabile l’evoluzione di una resistenza al vaccino. Il primo consiste nel monitorare se il vaccino arresta la trasmissione dagli ospiti vaccinati. Se non sussiste trasmissione, non c’è l’opportunità perché si diffonda la resistenza. Il secondo consiste nel verificare in quanti modi diversi il nostro sistema immunitario riconosce il virus a seguito della vaccinazione. Più sono i modi in cui il virus viene individuato, meno è probabile che si evolva una resistenza. Il terzo consiste nel paragonare la sequenza genomica del virus raccolto da soggetti infetti vaccinati e non vaccinati: sequenze diverse indicano selezione per resistenza.

Sono già emerse mutazioni del CoVid-19? E sono clinicamente significative?

Emergono mutazioni su qualunque virus, ed il virus che causa il CoVid-19 non fa eccezione, ma queste mutazioni sono clinicamente significative? La comunità scientifica sta lavorando per rispondere a questa domanda, ma attualmente non abbiamo una risposta definitiva. Le mutazioni più preoccupanti dal punto di vista di un vaccino sono quelle che modificano il modo in cui il nostro sistema immunitario riconosce il virus, in quanto questo è il tipo di mutazione che potrebbe compromettere la protezione vaccinale.

I primi vaccini contro il CoVid-19, come quello appena annunciato da Pfizer-BioNtech, sono basati sull’mRNA: questo tipo di vaccino dà luogo ad un’elevata probabilità di comparsa di mutazioni resistenti?

I vaccini basati sull’mRNA rappresentano una nuova tecnologia, e quindi non sappiamo ancora se questi tipo di vaccini sia più o meno propenso a dare luogo a resistenze rispetto a qualunque altro tipo di vaccino. Ciò che sappiamo è che il vaccino di Pfizer-BioNtech mira specificamente alla proteina spike del virus, e quindi sarà molto importante monitorare la sequenza della proteina spike negli studi clinici e durante la posa in opera del vaccino allo scopo di verificare se sussistano evidenze di evoluzione che possano in ultima analisi portare a resistenze.

(PLoS Biol  2020; 18: e3001000)

 

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