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Turismo sanitario: arriva una guida per proteggersi

anestesistaAghi riutilizzati, farmaci contraffatti, batteri resistenti e sangue non sempre sottoposto
a controlli: sono questi alcuni dei rischi cui può andare incontro chi viaggia per “turismo medico”, un fenomeno in costante aumento in tutto il mondo, fatto per risparmiare soprattutto per interventi di chirurgia estetica, cardiaca, cure dentistiche o procreazione assistita. Negli Usa si stima che siano ogni anno 750mila i ‘turisti sanitari’, in Italia 200mila.

Dai Center for disease control (Cdc) arriva una guida su come proteggersi e sapere a cosa si va incontro. 
Il primo problema è quello della comunicazione: non sempre nelle strutture cui ci si rivolge c’è personale che conosce la lingua dei pazienti o l’inglese, e c’è quindi il rischio di fraintendimenti.
Poi c’è il pericolo che gli aghi vengano riutilizzati e quindi di contrarre malattie come epatite e Hiv.
I farmaci impiegati possono essere contraffatti o di qualità inferiore in alcuni paesi, e alcuni ceppi di batteri super resistenti agli antibiotici sono più diffusi in altri Stati.
Inoltre non tutti i Paesi possono assicurare controlli di qualità sul sangue donato, in particolare sul rischio di Hiv e altre malattie, e c’è poi il rischio di avere coaguli di sangue se si vola dopo essersi sottoposti ad un intervento chirurgico.

Come proteggersi?
I Cdc consigliano di vedere un medico specializzato in medicina dei viaggi almeno 4-6 settimane prima di partire, per discutere dei rischi legati alla procedura, e prima e dopo il viaggio. Verificare le qualifiche degli operatori sanitari e le credenziali della struttura, assicurarsi di avere un accordo scritto con la struttura o l’agenzia che organizza il viaggio, in cui vengono definite terapie, cure e costi coperti.

Capire quali sono le azioni legali disponibili nel caso qualcosa vada storto, e verificare se c’è qualcuno che sappia parlare la lingua del paziente. E’ bene poi farsi dare copia dei propri registri medici, da cui può emergere un’eventuale allergia, preparare una lista dei farmaci e farsi dare copia di tutta la cartella medica prima di tornare a casa.

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