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Tumori: chemio crea danni al cuore per 1/3 dei pazienti

tumoreA causa della chemioterapia, un paziente con tumore su tre sviluppa problemi al cuore che possono addirittura portare a interrompere le cure, mettendo a rischio la sua vita.

L’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano conosce bene il problema: negli ultimi 10 anni ha sperimentato su 3.800 pazienti un protocollo che ha permesso di ottenere “il record di zero episodi e zero decessi per malattie cardiovascolari”. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica CA: A Cancer Journal for Clinicians, che gli oncologi considerano la loro ‘bibbia’.

Il problema della tossicità della chemio sul cuore è noto da tempo, ma è stato proprio lo Ieo nel 1995 a fondare una nuova branca della medicina dedicata, la Cardioncologia. “Disciplina che ora negli Stati Uniti è molto diffusa – commenta Carlo Cipolla, direttore della Cardiologia di Ieo – mentre in Italia si trova solo nel nostro Istituto”. A sviluppare problemi cardiaci “è il 35% dei pazienti oncologici, con un grande impatto su mortalità e qualità della vita. Le malattie al cuore sono la principale causa di morte nelle pazienti con cancro al seno di più di 50 anni, eppure sono perlopiù ignorate dagli oncologi, e la loro reale dimensione è in gran parte ancora sconosciuta”. Questa cardiotossicità, aggiunge Daniela Cardinale, direttore della Cardioncologia all’Ieo, “viene diagnosticata troppo tardi, quando ormai c’è già stato un danno. Per questo abbiamo sviluppato un nuovo approccio per individuare in anticipo gli eventuali problemi cardiaci, e somministrare farmaci in grado di prevenirli”.

Il protocollo prevede di monitorare il paziente con un’ecocardiogramma e alcuni marcatori tipici del danno cardiaco; alla presenza dei primissimi segnali si somministrano ace-inibitori e beta-bloccanti, farmaci che permettono di prevenire ulteriori danni al cuore. Il risultato? “Abbiamo ridotto a zero l’incidenza di malattie cardiovascolari nei pazienti di Ieo trattati con chemio”.

I vantaggi del nuovo protocollo non si fermano qui: perché può essere determinante anche nei pazienti che hanno già una patologia cardiaca, e in seguito sviluppano un tumore. Finora queste persone avevano poche speranze di accedere alle terapie standard, mentre ora per loro si è aperta una nuova via. “Per estendere al massimo i suoi benefici – conclude Cipolla – la Cardioncologia deve ora ampliare i suoi orizzonti, entrando a far parte del bagaglio culturale di medici, oncologi e ricercatori. C’è in gioco la vita di milioni di persone”.

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