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Tumore stomaco: 13mila nuovi casi l’anno in Italia

Con 13 mila nuovi casi l’anno in Italia, il tumore allo stomaco, compreso quello della giunzione del cardias, rappresenta l’ottava neoplasia più diffusa nell’uomo e la sesta nella donna, con una prevalenza complessiva di circa il 5% di tutti i tumori. L’alimentazione, associata a sovrappeso e obesità, è il primo fattore che favorisce lo sviluppo della malattia, insieme con infezione cronica da Helicobacter Pylori. A fare il punto della situazione sono gli esperti riunitisi a Napoli al III Convegno nazionale “Tumore gastrico, una sfida da vincere insieme”.

“Il tumore allo stomaco – dichiara Antonio Avallone, direttore dell’Oncologia Medica Addominale dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS, Fondazione Pascale di Napoli – ha una diffusione più elevata al Nord (con circa 34 nuovi casi per 100 mila abitanti fra gli uomini, e 18 nelle donne), aumentata del 10% al Centro (con 40 casi per 100 mila abitanti e 20 per le donne) e più ridotta al Sud, con 25 casi per 100 mila abitanti per gli uomini e 13 per le donne. Variabilità spiegabile con la tipologia di dieta, con più frutta e verdura fresche al Sud. Oggi, grazie alla migliorata qualità dell’alimentazione, si sta assistendo a una progressiva riduzione, in media del 3% annuo, per il tumore allo stomaco, non ancora per quello del cardias, presente soprattutto in persone in sovrappeso e obese”.

“L’approccio multidisciplinare sta garantendo migliori risultati – aggiunge Paolo Delrio, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica Addominale sempre del Pascale – di norma si sceglie la chirurgia negli stadi iniziali, e la chemioterapia, combinata se necessario anche a radioterapia, prima della chirurgia in malattia avanzata. Ma la rimozione dei linfonodi oggi viene attuata solo in centri di eccellenza, un numero insufficiente”.

“Accedere alle reti oncologiche – evidenzia Claudia Santangelo, Presidente dell’Associazione Vivere senza stomaco (si può) – e ai Pdta, percorsi diagnostico-terapeutico assistenziali è, per noi, di vitale importanza. La rete dovrebbe essere efficiente su tutto il territorio nazionale. Purtroppo è a macchia di leopardo”.

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