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Tsunami: piccole isole peggiorano il disastro

Tsunami

Le isole barriera possono essere una buona protezione per la terraferma contro forti tempeste ed uragani, ma nel caso di uno tsunami possono fare più male che bene. In un recente studio infatti è stato riscontrato che quando uno tsunami si avvicina ad una linea costiera protetta da una piccola isola barriera l’onda ne può uscire amplificata, incrementando l’alluvione anche del 70%. Le aree a basso rischio quindi potrebbero divenire come per magia aree ad alto rischio. Dato che gli tsunami colpiscono con poco preavviso, per gli scienziati è difficile studiarli in azione, e quindi per giungere a questa conclusione è stata impiegata una miscela di dati raccolti negli anni e simulazioni al computer. Uno tsunami di solito si verifica quando un evento geologico cone un terremoto, una frana o un’eruzione vulcanica sposta grosse quantità di acqua marina, generando onde sul fondo oceanico: l’onda in genere non è grande quando si trova in profondità, ma quando incontra acque meno profonde lungo una costa l’accumulo d’acqua crea le enormi onde che caratterizzano l’evento, determinando alluvioni. Quando una piccola isola si trova sul cammino di uno tsunami, l’onda può spezzarsi, piegandosi intorno all’isola, ma quando si riconnette dal lato opposto può esserne amplificata. Sono le isole più piccole a determinare maggiormente questo rischio, e quelle più grandi possono di fatto svolgere un ruolo protettivo, ma la presenza a largo di un’isola potrebbe non essere più rassicurante come si credeva. (Proc R Soc 2014; 47: 20140575)

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1 Responses to "Tsunami: piccole isole peggiorano il disastro"

  1. ALLUVIONI IN MARE MI STRIDE UN PO’, ANCHE SE EFFETTIVAMENTE IL MARE è ALLUVIONATO DAI FIUMI… MA AL MASSIMO DAL MARE PARTONO INONDZIONI, COMUNQUE, TERMINI A PARTE, BELL’ARTICOLO, COME MOLTI DI POPULAR SCIENCE

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