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Trovato in mare il mitico tesoro di Capitan Kidd

shutterstock_252135310Madagascar, largo delle coste dell’isola di Sainte Marie, “spunta” dalle profondità un lingotto d’argento di 50 chili con incise sopra lettere e numeri in caratteri romani. Che sia una piccolissima parte del leggendario tesoro di Capitan Kidd? Secondo Barry Clifford, l’archeologo subacqueo che l’ha trovato, sì. Il tesoro di Kidd, l’ufficiale della Marina britannica impiccato nel 1701 come pirata, potrebbe quindi nascondersi dell’Oceano Indiano nel relitto di un veliero che da secoli riposa senza nome a sette metri di profondità. Il lingotto è stato presentato al malgascio, Hery Rajaonarimampianina, in una cerimonia ad hoc.

Secondo Clifford, si tratta dell’Adventure Galley, il veliero che solcò gli oceani Atlantico e Indiano dal 1696 al 1698, con Capitano Kidd, prima di affondare in Madagascar appunto. Rimane però scettica l’Unesco che ha inviato sul posto un team di esperti ed anche il Ministro della Cultura Brigitte Rasamoelina invita alla cautela. Ad alimentare la diffidenza c’è anche il fatto che, in realtà, non si ha la certezza che Kidd fosse un vero pirata e che il famigerato tesoro esista davvero.

La leggenda vuole che nel 1696, Kidd fosse stato scelto come “cacciatore di pirati” da sua Maestà e che avesse avuto la licenza di depredare le navi nemiche battenti bandiera francese. L’accusa di essere diventato pirata deriva dall’arrembaggio della nave armena Quedagh Merchant, con a bordo stoffe e metalli preziosi in abbondanza. Il capitano della nave era un inglese e Kidd dovette ordinare al suo equipaggio di restituire il bottino, ricevendo però un deciso “no”. Tornato in Inghilterra, nel 1701, fu arrestato con l’accusa di essere un pirata, processato ed infine impiccato.

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