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L’isola di Baffin e il continente perduto

I resti di un continente “fantasma” che fin ora si era sottratto alle osservazioni di scienziati e ricercatori sono stati ritrovati nel Nord Atlantico tra i ghiacci dell’isola di Baffin, la quinta più grande al mondo. A scoprirli sono stati i geologi dell’Università canadese della Columbia Britannica, coordinati da Maya Kopylova che hanno pubblicato le loro analisi sul Journal of Petrology.

Le prove sono contenute in alcune rocce rinvenute nel sud dell’isola di Baffin nel corso di una campagna di esplorazione del sottosuolo alla ricerca di diamanti. Si tratta di rocce sotterranee che, spiega Kopylova, “come razzi raccolgono passeggeri sulla loro strada verso la superficie. E questi passeggeri – aggiunge – sono pezzi di rocce che trasportano una grande quantità di dettagli sulle condizioni del sottosuolo terrestre nel corso del tempo”.

Secondo gli autori dello studio, queste rocce, che gli esperti chiamano kimberlite, si sono formate a una profondità inferiore ai 150 chilometri, nel cosiddetto mantello terrestre, “per poi essere spinte in superficie da forze geologiche e chimiche”, precisa Kopylova. “La loro apparizione sotto l’odierna isola di Baffin – conclude la ricercatrice – rappresenta la fine di una dispersione avvenuta circa 150 milioni di anni fa, durante la frattura della placca continentale del Nord Atlantico”, un continente perduto di cui, secondo la studiosa, conosciamo appena il 10%.

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