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Trapianto di rene: in USA la barriera principale è la lingua

(Reuters Health) – Secondo un recente studio, i candidati statunitensi al trapianto di rene che non parlano inglese hanno difficoltà di accesso alla lista di attesa. Non solo: i pazienti ispanici e asiatici aspettano anche più a lungo la valutazione per trapianto.”Il problema probabilmente si estende oltre il mero aspetto linguistico. Le barriere culturali ed educative giocano effettivamente un ruolo”, dice Edmund Huang autore senior dello studio del Programma trapianto di rene al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles.”I centri di trapianto e i nefrologi di riferimento dovrebbero riconoscere che queste popolazioni possono avere bisogno di maggiore attenzione e guidarli attraverso il processo di valutazione”. L‘Organ Procurement and Transplantation Network  ha attualmente più di 98.000 candidati in lista d’attesa di trapianto di rene. In genere, un terzo di questi pazienti sono inattivi a causa di una valutazione incompleta del trapianto e circa un terzo di questi candidati inattivi non diventerà mai attivo.

Lo studio
Huang e colleghi hanno esaminato i dati nazionali relativi al trapianto di organi unitamente ai dati di ZIP code relativi al censimento avvenuto nel 2000 negli Stati Uniti. Complessivamente sono stati valutati più di 84.000 candidati al trapianto di rene nel periodo 2004-2012. Hanno definito una famiglia come linguisticamente isolata se tutti i membri oltre i 14 anni di età parlavano una lingua diversa dall’inglese e si esprimevano con un livello di conoscenza di inglese inferiore a molto bene. I ricercatori hanno poi classificato i quartieri dove vivevano i candidati al trapianto in uno dei cinque gruppi seguenti sulla base della percentuale di famiglie linguisticamente isolate: meno dell’1%, tra 1 e 5%, tra il 5 e il 10%, tra il 10 e il 20% o più del 20%. Durante lo studio oltre il 70% dei candidati è diventato attivo nella lista di attesa per il trapianto. Nella maggior parte dei casi si trattava di giovani di sesso maschile più istruiti e con maggiori probabilità di avere l’assicurazione sanitaria privata. I candidati inattivi generalmente vivevano in comunità con tasso di istruzione più basso e maggiore povertà. Anche se i candidati ispanici, asiatici e neri avevano tutti meno probabilità di raggiungere lo status di attivo, i candidati ispanici e asiatici avevano più probabilità di vivere in zone con il più alto livelli di isolamento linguistico.Nel complesso i ricercatori hanno evidenziato che  il 78% dei candidati che vivevano in comunità con meno dell’1% di isolamento linguistico venivano spostati in stato attivo nella lista di attesa per il trapianto. Per contro, nelle comunità classificate nel gruppo oltre il 20% solo il 69% veniva spostato in stato attivo.

Fonte: Clin J Am Soc Nephrol 2017

Carolyn Crist

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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