Trapianti: è nel sangue l’indicatore che prevede il rigetto

È stata scoperta la sentinella che permette di conoscere, con una sensibilità superiore al 95%, se un paziente avrà un rigetto di un cuore trapiantato.

A raggiungere questo risultato sono stati i ricercatori spagnoli dell’Instituto de Investigaciò n sanitaria La Fe’ e del Cibercv-Instituto de Salud Carlos III che hanno individuato un complesso mitocondriale nel siero dei pazienti che hanno avuto un trapianto.    Lo standard mondiale per valutare il rigetto dopo il trapianto di cuore è la biopsia endocardica, un metodo invasivo a cui i pazienti vengono sottoposti più volte durante il primo anno post-intervento. Secondo i ricercatori la biopsia, che viene analizzata istologicamente, ha molti limiti: mostra una grande variabilità nel suo risultato e non è molto sensibile quando si tratta di rilevare il rigetto in assenza di cambiamenti istologici.

Il complesso che hanno individuato è costituito da una serie di proteine; che regolano i livelli di calcio nei mitocondri. Qualsiasi alterazione di questo complesso altera il flusso di calcio, la sintesi dell’adenosina trifosfato (la molecola chiave nel metabolismo energetico della cellula) o il trasporto di elettroni nei mitocondri, fasi fondamentali per il mantenimento energetico delle cellule cardiache.    Queste alterazioni (che permettono di prevedere il rischio di rigetto) modificano il potenziale di membrana e la sua capacità di generare energia nelle cellule del cuore, elementi essenziali per la loro contrazione. Il lavoro è stato pubblicato sull’American Journal of Transplantation.

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