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Tennis: è allarme abuso di antinfiammatori fra i top player

tennis(Reuters Health) – Non si è ancora spenta l’eco del caso Sharapova che nel mondo del tennis si profila un’altra grana. Quella dell’abuso di antidolorifici. La notizia ha come teatro gli U.S. Open di Flushing Meadows (New York), ultimo torneo del Grande Slam, cominciato il 29 agosto. La frequenza sempre più ravvicinata degli incontri costringerebbe molti atleti ad assumere grandi quantità di antidolorifici per affrontare le gare.

“Sareste sorpresi se sapeste quanti antinfiammatori prendo”, dichiara Richard Gasquet, un francese che ha avuto molti infortuni nella sua carriera e figura al 15° posto nel ranking mondiale. “Ne prendo molti. Non durante gli allenamenti, ma prima delle partite. Non vorrei farlo, ma a volte non ho scelta”. Alcuni esperti ritengono che assumere troppi antidolorifici produca l’effetto di rallentare il processo di ripresa dopo un infortunio, provocando danni nel lungo termine.”Per quanto riguarda i farmaci antinfiammatori non steroidei, le persone dovrebbero assumerli il meno possibile e nella minore quantità possibile”, afferma Eric Matteson, consulente presso il reparto di reumatologia della Mayo Clinic di Rochester.”Le preoccupazioni circa l’uso prolungato riguardano il rischio di sviluppare insufficienza renale, ipertensione e ulcere gastriche”.

L’associazione mondiale del tennis femminile,la WTA, distribuisce informazioni dettagliate alle atlete per informarle circa i pericoli di un uso eccessivo, mentre l’associazione maschile, l’ATP, dichiara che i suoi medici prescrivono antinfiammatori solo “quando indicati per il trattamento di un infortunio”. Andy Murray, che cercherà di aggiungere lo U.S. Open alle vittorie a Wimbledon e alle Olimpiadi, è uno dei tennisti più attenti a non esagerare con questi farmaci. “Assumo antinfiammatori solo di tanto in tanto se ho problemi con schiena o anche”, ha affermato.  Jo-Wilfried Tsonga, due volte semifinalista a Wimbledon, è sulla stressa linea.“Li prendo solo se gioco una semifinale o una finale se ho qualcosa che non va e non voglio sentire alcun dolore. Altrimenti, non le prendo proprio”.

Fonte: Reuters Health

Simon Cambers

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

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