Sviluppato nuovo nanofarmaco contro il carcinoma mammario triplo-negativo

Tumore mammario senoLa strada da seguire per combattere il carcinoma mammario triplo-negativo con metastasi epatiche e polmonari è quella dei nanofarmaci. A indicare la via è  una ricerca del Methodist Research Institute di Huston (Texas), pubblicata il 14 marzo su Nature biotechnology, coordinata dallo scienziato Mauro Ferrari che l’ha poi esposta in un incontro a Ronchi dei Legionari, Gorizia.

La ricerca – cominciata 22 anni fa e giunta a risultati sorprendenti cinque anni fa confermati negli ultimi tre da una serie innumerevole di sperimentazioni su topi e altre cavie affette dal carcinoma mammario – è il frutto di un lavoro di squadra ”che nel nostro istituto – ha spiegato Ferrari – è la norma. Abbiamo collaborato insieme a biologi, ingegneri, fisici, chimici e altri professionisti e i risultati sono stati davvero eclatanti. Il 50% dei topi sottoposti a cura sono guariti in poche settimane, mentre il restante 50 ha prolungato la propria esistenza di alcuni mesi che nell’uomo equivarrebbero a circa 24 anni di vita in più”. Ferrari ha annunciato che sull’uomo la sperimentazione “potrà partire tra 12/18 mesi, entro il 2017, negli Usa; ma spero anche in Italia visto che abbiamo avviato contatti con l’Aifa e altri. Interesse è stato già manifestato da Paesi come Inghilterra, Sudafrica e altri paesi europei”.

Come agiscono i nanofarmaci (iNPG-pDox) sulle cellule tumorali? 
Ferrari lo ha spiegato con esempi semplici. “Le cellule tumorali sono protette o meglio, si proteggono, con strumenti paragonabili a quelli utilizzati da una cittadella medievale assediata. Il risultato è che il farmaco fino ad oggi utilizzato non riesce a penetrare nel nucleo e quindi la cura non sortisce effetti. Il nuovo nanofarmaco messo a punto dal Metodist Research Institute di Huston invece – ha proseguito – ha la capacità di mimetizzarsi e, utilizzando i ‘mezzi di trasporto’ delle singole cellule, di arrivare a nucleo e qui sviluppare la sua azione dirompente. In poche settimane la cellula tumorale viene vinta”. Ferrari ha quindi aggiunto che la ricerca riguarda il carcinoma mammario triplo-negativo con metastasi epatiche e polmonari letali per le persone, ”ma che non è detto che la nuova tecnica non possa essere utilizzata anche per altre tipologie di neoplasie”.

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