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Svelato il mistero dei crateri scomparsi di Cerere

cerereA cancellare i segni degli impatti sulla superficie di Cerere è la sua particolare composizione ricca d’acqua ghiacciata. Scoperto così il mistero dei crateri scomparsi e tutto merito di un team di italiani. Secondo lo studio guidato dall’astrofisico Simone Marchi, dell’Istituto di ricerca Southwest di Boulder in Colorado e associato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e pubblicato su Nature Communications la “pelle” di Cerere è capace di rigenerarsi “curando” le ferite.

La scoperta
Classificato come un pianeta nano, Cerere è uno dei più grandi asteroidi del Sistema Solare e si sarebbe formato 4,55 miliardi di anni fa attraverso un processo d’accrescimento di corpi più piccoli. Può essere considerato un fossile delle primissime fasi di formazione del Sistema Solare, quando era affollato da un gran numero di detriti e asteroidi che colpivano regolarmente i pianeti in fase di formazione. Ma i recenti passaggi ravvicinati della sonda Dawn, missione Nasa realizzata con la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dell’Inaf, avevano mostrato che Cerere contrariamente a quanto atteso ha una superficie insolitamente ‘liscia’.

“La conclusione alla quale siamo giunti – ha spiegato Marchi – è che molti dei grandi crateri di Cerere siano stati cancellati, su scale di tempo geologiche, fino a diventare irriconoscibili. Un esito dovuto, probabilmente, alla particolare composizione ed evoluzione interna di Cerere. E’ come se Cerere – ha aggiunto – curasse le ferite lasciate dai grandi impatti, rigenerando in continuazione la propria superficie”.

Il maggiore indiziato potrebbe essere il ghiaccio d’acqua, recentemente scoperto in gran quantità dallo spettrometro italiano Vir che si trova a bordo di Dawn: “non solo la morfologia dei crateri ma anche la composizione della superficie indicano la presenza di un materiale a bassa viscosità come il ghiaccio”, ha commentato la coautrice della studio Maria Cristina De Sanctis, di Inaf e responsabile di Vir.

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