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Studiare all’estero: dai vaccini alle visite ecco cosa fare

ragazziRecarsi da un medico specializzato in medicina di viaggi almeno 4-6 settimane prima della partenza e, naturalmente, informarsi su quali sono i rischi sanitari del paese di arrivo sono solo alcuni dei consigli che i Centers for disease control (Cdc) americani hanno deciso di diffondere ai giovani che decidono di partire per erasmus, vacanze studio o anche lunghi periodi di studio all’estero.

I consigli degli esperti
Andando dal medico prima di partire e raccontandogli la propria storia clinica, si può essere sicuri di fare le giuste vaccinazioni, avere i farmaci adatti e le necessarie informazioni di sicurezza. Sarebbe opportuno partire con le vaccinazioni di routine e i richiami fatti (influenza, morbillo, orecchioni, rosolia e polio) e altri per malattie che possono esserci nel paese di destinazione. Se si starà fuori diversi mesi, sarebbe meglio farsi tutti i check-up di routine, come quello dal dentista, perché le cure mediche e dentali possono non avere la stessa qualità all’estero o essere più costose.

Altro consiglio è quello di imparare le nozioni di primo soccorso e viaggiare con un kit da viaggio di medicine, in modo da poter trattare i malanni minori da soli. Se si assumono dei
farmaci regolarmente, è bene fare scorte sufficienti per tutta la durata del periodo all’estero. Infine qualche buona norma da adottare nella vita di tutti i giorni: lavarsi le mani con acqua e sapone prima di mangiare, dopo aver tossito, starnutito ed essere stati in bagno; fare attenzione a cibo e acqua se si va nei paesi in via di sviluppo, consumando cibi cotti bene o serviti caldi, e frutta e verdura che si può lavare e pelare.

Bere solo acqua in bottiglia, ed evitare il ghiaccio. Nei paesi tropicali, dove gli insetti possono veicolare virus, come Zika, è bene usare repellenti, indossare magliette a maniche lunghe e pantaloni, e adoperare il preservativo per i rapporti sessuali. Una volta tornati a casa, andare dal medico se si ha febbre, tosse, difficoltà a respirare. Se si torna da un’area a rischio malaria e si ha malessere simile all’influenza fino a un anno dopo il ritorno, andare subito dal medico.

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