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Spazio: la capsula Crew Dragon arriva alla Stazione Spaziale Internazionale

La capsula Crew Dragon si è agganciata alla Stazione Spaziale Internazionale (SSI). Si completa così con successo la prima missione di prova, chiamata Demo-1. Lanciata il 2 marzo dalla storica piattaforma 39A di Cape Canaveral, la stessa dalla quale sono partite le missioni Apollo e poi quelle dello Space Shuttle, la capsula Crew Dragon ha percorso, questa volta  senza equipaggio, 18 orbite e si è agganciata alla SSI in modo autonomo, portando a destinazione oltre 180 chilogrammi di materiali e rifornimenti. Si apre così nuovamente per la Nasa di riportare astronauti nello spazio grazie  a questa capsula ostruita dalla SpaceX di Elon Musk nell’ambito del programma per i voli commerciali dell’agenzia spaziale americana.

“La Nasa è di nuovo sulla breccia”, ha twittato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, commentando la notizia dell’attracco e congratulandosi per il “grande successo” con “la SpaceX e con tutti”. Entusiasta anche l’amministratore capo della Nasa, Jim Bridenstine, che sempre su Twitter ha scritto: “con l’arrivo della Crew Dragon alla Stazione Spaziale comincia una nuova generazione di voli spaziali. Congratulazioni per questo risultato che ci avvicina alla possibilità di far volare astronauti americani su razzi americani”.

La Crew Dragon si è agganciata in modo autonomo al modulo Harmony della Stazione Spaziale. Dopo circa un’ora, il tempo necessario per gli indispensabili controlli tecnici, l’ingegnere di bordo Anne McClain ha comunicato al centro di controllo che il portello era stato aperto. In quel momento la capsula è diventata parte integrante della struttura orbitale e lo resterà per i prossimi cinque giorni, quando si sgancerà per tornare a Terra carica di materiali risultato degli oltre 200 esperimenti condotti sulla stazione orbitale.

L’americano David Saint-Jacques e il russo Oleg Kononenko sono stati i primi astronauti a entrare nella Crew Dragon per le verifiche sulla sicurezza e la qualità dell’aria. Lì hanno incontrato Ripley, il manichino chiamato così in omaggio a Ellen Ripley, la protagonista del film ‘Alien’ del 1979. Con i suoi sensori, Ripley è stato parte integrante della missione Demo-1 perché ha fornito dati utili sulle sollecitazioni che al momento del lancio potrebbero subire i futuri astronauti a bordo della Crew Dragon.

Se tutto andrà bene, in luglio è prevista la missione Demo-2, che avrà i primi astronauti a bordo: saranno soltanto due, anche se a regime la capsula potrà ospitarne sette, come faceva lo Space Shuttle. I primi astronauti assegnati al volo Demo-2 sono Doug  Hurley e Bob Behnken, mentre Victor  Glover e Mike Hopkins sono assegnati alla prima missione operativa della Crew Dragon per la Stazione Spaziale.

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