Home » Medicina » Scuola: meglio personalità che intelligenza

Scuola: meglio personalità che intelligenza

Scuola e personalità

Un recente studio ha riscontrato che la personalità è più importante dell’intelligenza per quanto riguarda il successo nell’educazione. Si tratta della più grande revisione della letteratura mai condotta sulla personalità in relazione alla performance accademica. La revisione è stata basata sui fattori fondamentali della personalità, ossia coscienziosità, apertura, simpatia, stabilità emotiva ed estroversione, ed è stato riscontrato che coscienziosità ed apertura hanno la maggiore influenza sul successo accademico. In termini pratici, l’impegno che gli studenti sono pronti a profondere e la direzione in cui questo viene profuso sono importanti almeno quanto l’intelligenza degli studenti stessi.

La comprensione del modo in cui la personalità influenza i conseguimenti accademici è fondamentale quando si tratta di aiutare gli studenti ad ottenere successi futuri. I test dell’intelligenza sono stati sempre strettamente correlati ad educazione e voti e, pertanto, è stato fatto affidamento su di loro per prevedere chi avrebbe ottenuto di più: l’impatto della personalità sullo studio è sorprendente per i ricercatori del campo dell’educazione, e per chiunque pensi di essere andato bene a scuola per via della propria intelligenza.

Precedenti studi avevano dimostrato che gli studenti che pensano di essere intelligenti spesso smettevano di tentare, e la loro performance tendeva a calare nel tempo, mentre coloro che si consideravano duri lavoratori, tendevano a migliorare. E’ comunque possibile sviluppare i tratti della personalità collegati al successo accademico: la personalità, di fatto, può cambiare, ed alcuni educatori hanno allenato coscienziosità ed apertura nei propri studenti, portandoli a sviluppare una maggiore capacità di apprendimento. Al contrario, non è mai stato provato che l’intelligenza possa essere “insegnata” a dispetto della popolarità delle app per il brain-training. (Learn Ind Diff 2014; 34: 24)

Add To TwiiterRetweet This Post item information on FacebookShare This Add LinkedinLinkedin Digg ThisDigg This Add To Del.icio.usBookmark This

About The Author

Lascia un commento

*