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Scoperto come misurare il gusto dei cibi

Che il gusto sia soggettivo lo dicevano anche gli antichi romani, ma come si può quantificare? Come lo possiamo misurare? Con una registrazione elettrofisiologica
dell’attività bioelettrica dalla lingua. Il risultato dello studio condotto in tandem dai team dell’Università di Cagliari guidati da Iole Tomassini Barbarossa e Annalisa Bonfiglio. Il lavoro è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Scientific Reports.

La ricerca è stata redatta e firmata anche dagli specialisti Giorgia Sollai, Melania Melis, Danilo Pani, Piero Cosseddu, Ilenia Usai e Roberto Crnjar. “L’articolo – spiega Tomassini Barbarossa – riporta i risultati ottenuti mediante un’invenzione scaturita dalla collaborazione del nostro gruppo con quello della professoressa Bonfiglio, che ha permesso per la prima volta di ottenere una misura obiettiva e diretta del grado di attivazione della funzione gustativa periferica nell’uomo”.

Misurazioni scientifiche evolute. “In questo articolo, grazie all’unione di competenze di fisiologia e di ingegneria biomedica, mostriamo l’efficacia del nostro metodo basato su
registrazioni elettrofisiologiche dell’attività bioelettrica dalla lingua umana in risposta ad uno stimolo gustativo paradigmatico. Per la prima volta – sottolinea Bonfiglio – abbiamo ottenuto una determinazione oggettiva e quantitativa della sensibilità gustativa di soggetti, non solo basandosi su ciò che loro riferiscono, ma sulla misura diretta del grado di attivazione delle cellule gustative stimolate”.

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