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Sclerosi multipla: scuola di resilienza migliora qualità vita

La resilienza, ovvero, la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita davanti alle difficoltà, è importante anche nel determinare gli esiti delle malattie. La buona notizia, è che si può imparare ad essere resilienti: uno studio sui pazienti con sclerosi multipla ha dimostrato che sette settimane di training per imparare a far fronte in maniera positiva alla malattia riescono ad avere apportare benefici concreti sulla vita quotidiana.  A dimostrarlo è uno studio presentato al CongressoScientifico Annuale della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (Fism), che si è aperto oggi a Roma.

Il programma, dal nome ‘Ready’,  è stato messo a punto per la prima volta presso l’Università del Queensland, in Australia, ed è basato sulla promozione della resilienza. Si tratta di una serie di incontri di gruppo che si svolgono una volta a settimana per 7 settimane. Ogni incontro copre un insieme di competenze di resilienza: per esempio, come gestire efficacemente il pensiero negativo, come gestire i sentimenti non voluti, come vivere a pieno il momento presente invece di essere chiusi nel passato o proiettati nel futuro.

In Italia il metodo è stato testato con uno studio randomizzato controllato su 37 pazienti con Sclerosi multipla e finanziato dalla Fism. Condotto presso la Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta, ha confrontato il metodo Readycon un trattamento di rilassamento tramite training autogeno. Ne è emersa la superiorità di quello che utilizza la resilienza nel promuovere una migliore qualità di vita. “Lì’biettivo ora è uno studio multicentrico nazionale in grado di poter supportare questi risultati con dati ancora più ampi”, spiega Ambra MaraGiovannetti, coordinatrice del progetto.

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