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Schizofrenia: deficit motori a sette anni per chi è a rischio familiare

(Reuters Health) – Già all’età di di sette anni i bambini con rischio familiare per la schizofrenia possono presentare alterazioni della funzione motoria rispetto ai coetanei non a rischio.“I medici devono essere consapevoli dei problemi motori nei bambini a rischio familiare di schizofrenia. Se un bambino si trova al 5° percentile del test di movimento ABC-2, o al di sotto, dovrebbe essere visto da un fisioterapista”, dice Birgitte Klee Burton del Copenhagen University Hospital, principale autrice dello studio pubblicato on line da The Lancet Psychiatry.

Lo studio
Alcuni lavori precedenti avevano già rilevato deficit motori in soggetti a rischio familiare di schizofrenia. Esiste sovrapposizione genetica tra schizofrenia e disturbo bipolare, ma la letteratura non è ricca di dati sulla funzione motoria in soggetti bipolari. Nel nuovo studio, uno dei più grandi fino ad oggi completati per esaminare la questione, Burton e colleghi hanno valutato 514 bambini di 7 anni di età che non avevano genitori malati o ne avevano uno o due o con schizofrenia o con disturbo bipolare. Il 39% aveva genitori con la schizofrenia, il 23% genitori con disturbo bipolare e il 38% non era a rischio familiare per le due malattie.Basandosi sul Movement Assessment Battery for Children-Second Edition (Movement ABC-2), è risultato che i bambini nel gruppo schizofrenia mostravano peggiore destrezza manuale ed equilibrio rispetto al gruppo di controllo, con una probabilità doppia rispetto ai bambini non a rischio di avere problemi motori. Tuttavia non vi erano differenze significative tra il gruppo bipolare e il gruppo di controllo in qualsiasi sottodominio, né vi erano differenze tra il gruppo schizofrenico e quello bipolare.

I commenti
“I risultati mostrano deficit motori nell’ambito della destrezza manuale e dell’equilibrio nei bambini con un rischio familiare di schizofrenia, ma non nella volontà di raggiungere abilità motorie. Questo significa che alcuni bambini saranno normali ed altri presenteranno deficit“, ha commentato Brigitte Klee Burton, che con i colleghi ha lanciato uno studio di follow-up di questi bambini, che hanno ormai 11 anni, chiamato The Danish High Risk and Resilience Study VIA 11. “Seguendo questo studio saremo in grado di valutare se i deficit motori all’età di 7 anni persistono all’età di 11 e se il loro sviluppo motorio continua a peggiorare o se i problemi motori scompaiono”, ha detto la ricercatrice. “Inoltre stiamo scansionando bambini di 11 anni per mappare eventuali correlati neurobiologici di queste alterazioni della funzione motoria”. In un editoriale di accompagnamento, Anne Beate Helseth Udal del Sorlandet Hospital di Arendal, Norvegia, ha scritto che “la mappatura dei biomarcatori in diversi gruppi ad alto rischio potrebbe essere cruciale per migliorare la validità diagnostica in psichiatria. Ulteriori studi prospettici sono necessari per chiarire il ruolo dei sintomi motori nei bambini a rischio di schizofrenia e anche per affrontare le mutevoli correlazioni neurali di anomalie motorie”.

Fonte: Lancet Psychiatry 2017

Anne Harding

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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