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“Scatti d’energia” contro il tumore ovarico

Cuccarini01Personaggi famosi e cittadini insieme per combattere il tumore ovarico. Parte da Bari la quarta tappa di “Scatti d’energia” – Insieme contro il tumore ovarico, campagna nazionale d’informazione promossa da ACTO onlus con il sostegno di Roche: foto d’autore di personaggi famosi per rompere il silenzio su questa malattia, il meno conosciuto e più insidioso dei tumori femminili e sensibilizzare le donne sull’importanza di riconoscerne i sintomi. Il tumore ovarico, è il più insidioso dei tumori femminili che in Italia colpisce circa 37.000 donne. In Puglia, secondo stime riferite alla media nazionale, circa 1.500 donne convivono con questo tumore e ogni anno si diagnosticano circa 3.002 nuovi casi, con una sopravvivenza, a 5 anni dalla diagnosi, di meno di una donna su due (40-50%). Secondo un’indagine promossa da ACTO onlus – Alleanza contro il Tumore Ovarico, in Italia 6 donne su 10 non conoscono questa patologia e il 70% non sa indicarne i sintomi e gli esami a cui sottoporsi. A causa di sintomi non specifici e non riconosciuti, la diagnosi arriva quasi sempre in fase avanzata, quando le terapie hanno minori chances di successo.

Scatti d’energia – Insieme contro il tumore ovarico, è una campagna nazionale itinerante d’informazione e sensibilizzazione, realizzata con il sostegno di Roche, che ha coinvolto 12 personaggi famosi che hanno donato la loro immagine mostrando un messaggio di sensibilizzazione sul tumore ovarico. “Le donne non conoscono il tumore ovarico e quindi non ne parlano, i media se ne occupano ancora troppo poco e anche la maggior parte delle donne che sono guarite o convivono con la malattia preferisce non parlarne – afferma Nicoletta Cerana, Presidente ACTO onlus – Alleanza contro il Tumore Ovarico – ma c’è chi come ACTO onlus ha deciso di lottare per rompere questo pesante muro di silenzio e impegnarsi in prima persona per sconfiggere la malattia. In questa chiave abbiamo realizzato Scatti d’energia, una campagna corale a cui partecipano personaggi celebri e cittadini comuni, perché il tumore ovarico non è solo un problema di chi ne è colpito ma un problema di tutte le donne attente alla propria salute”.

Dopo il successo della tappa inaugurale di Milano, da oggi fino al 18 maggio in Piazza Libertà a Bari rimarrà allestita una mostra “open air” con i dieci ritratti di personaggi famosi che hanno accettato di farsi fotografare dal fotografo delle star Dirk Vogel: attori come Anna Bonaiuto, Jane Alexander, Lucrezia Lante della Rovere e Claudio Santamaria, cantautori come Emma Marrone e Francesco Renga, personaggi televisivi come Lorella Cuccarini, Paola Perego, Marina Ripa di Meana, archistar come Doriana e Massimiliano Fuksas e sportivi come Elisa Di Francisca, schermitrice medaglia d’oro nel fioretto alle Olimpiadi di Londra del 2012. “Roche è orgogliosa di sostenere questa campagna promossa da ACTO onlus, convinti che una corretta informazione e una maggiore sensibilizzazione siano la prima vera arma per riconoscere per tempo anche i tumori più silenti e sconfiggerli – afferma Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato Roche S.p.A. – Grazie al nostro costante impegno in Ricerca e Sviluppo, abbiamo contribuito a riscrivere i manuali di medicina soprattutto nel campo dei tumori femminili, ed è nostra intenzione continuare a farlo. Dopo le rivoluzionarie innovazioni terapeutiche per il trattamento del tumore al seno che hanno salvato la vita di milioni di donne nel mondo, sentiamo la responsabilità di continuare il nostro impegno al fianco delle pazienti, in particolare nella lotta contro patologie, come il tumore ovarico, per le quali per anni non si sono registrate novità terapeutiche rilevanti”.

La sintomatologia del tumore ovarico è aspecifica e praticamente assente in fase iniziale, tanto che la neoplasia nell’80% dei casi dà segni di sé quando è in fase avanzata (stadio III o IV)3. Il principale fattore di rischio è la familiarità per tumore ovarico e la presenza della mutazione genica BRCA1 e BRCA2 che espone anche ad un più elevato rischio di tumore mammario. “Purtroppo il carcinoma ovarico è una malattia estremamente subdola. Il riconoscimento dei sintomi è molto importante, ma questi sono quasi sempre aspecifici e tardivi, anche se diversi studi dimostrano che questi si presentano da 6 a 9 mesi prima della diagnosi – spiega Gennaro Cormìo, Ricercatore all’Università degli Studi di Bari, II Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia, dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari – e sovente vengono sottovalutati dalla paziente stessa e dal medico di famiglia, o scambiati per sintomi di altra natura. Quelli che la donna lamenta il più delle volte sono il senso di peso addominale, il gonfiore dell’addome, la digestione lenta e i cambiamenti delle abitudini dell’alvo. Personalmente, prima di pensare ai sintomi, raccomando sempre alle mie pazienti di sottoporsi annualmente a una visita ginecologica completa e di preoccuparsi del senso di distensione e di gonfiore addominale che è il segno iniziale di qualcosa che non va e il punto da cui partire con l’esame clinico e le indagini specifiche”.

Solo la diagnosi tempestiva può migliorare le probabilità di sopravvivenza: se il tumore ovarico viene diagnosticato in stadio iniziale la possibilità di sopravvivenza a 5 anni è del 75-95% mentre la percentuale scende al 25% per tumori diagnosticati in stadio molto avanzato. Attualmente sono molte le strategie e le opzioni terapeutiche disponibili per il trattamento del tumore ovarico alle quali di recente si è aggiunto l’arrivo, dopo quasi 15 anni di assenza di novità, delle terapie anti-angiogeniche. “Negli anni, le terapie farmacologiche per il trattamento del tumore ovarico sono migliorate e l’oncologo fa molta più attenzione che in passato alla qualità di vita della donna”, dichiara Saverio Cinieri, Direttore U.O.C. di Oncologia Medica & Breast Unit dell’Ospedale Antonio Perrino di Brindisi. “Il più grande avanzamento scientifico è rappresentato dal recente arrivo dei farmaci anti-angiogenici come bevacizumab, il primo di questi farmaci biologici mirati, in grado di bloccare la progressione del tumore. Gli anti-angiogenici, che dimostrano una significativa efficacia nel ritardare la comparsa delle recidive, presentano un caratteristico meccanismo d’azione: bloccano la neoformazione dei vasi sanguigni che il tumore sostiene per nutrirsi, crescere e diffondersi. Bevacizumab si somministra associato alla chemioterapia di prima linea e, dopo, come mantenimento con un buon profilo di tollerabilità e sicurezza”.

Per parlare di questo tumore, per aumentare la conoscenza e l’informazione nella popolazione femminile e tra le pazienti, è nata ACTO Bari. «La donna che riceve una diagnosi di tumore ovarico cade nella più totale confusione e disperazione. Tutto diventa difficile, anche le cose più semplici come alimentarsi, aver cura di sé, l’acquisto di una parrucca o chiedere l’esenzione; ACTO Bari – sottolinea la presidente, Adele Leone – è presente nella quotidianità di queste donne, siamo attive sulle cose pratiche. Consigliamo a quale Centro clinico di riferimento per questo tipo di tumore la donna deve rivolgersi, offriamo un supporto psicologico, diamo informazioni sulla malattia, sui trattamenti disponibili, sulle speranze che offrono oggi la chirurgia, la chemioterapia e le altre terapie innovative. Ci rivolgiamo anche alla popolazione femminile generale, quella che non ha avuto il tumore ovarico, per offrire informazioni sulla prevenzione primaria e sui sintomi che bisogna interpretare appena si presentano”.

Alla campagna Scatti d’energia sono invitati a partecipare tutti i cittadini, che attraverso la pagina Facebook dell’iniziativa (www.facebook.com/scattidenergia) potranno caricare un selfie accompagnato da un messaggio e contribuire a sensibilizzare tutte le donne sull’importanza di conoscere i sintomi di questa patologia, non trascurarli e sottoporsi regolarmente a visita ginecologica. I ritratti dei personaggi famosi e i selfies dei cittadini, insieme a tutte le informazioni sulla campagna, saranno accessibili sul sito della campagna: www.scattidenergia.it

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