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Sanità: porte aperte alla rivoluzione digitale

shutterstock_103075514La Sanità è sempre più smart. Dal Fascicolo Elettronico Sanitario alla ricetta elettronica per le prestazioni veterinarie la strada per la digitalizzazione è sempre più in discesa. Ma il percorso non è concluso e nelle prossime settimane la conferenza Stato-Regioni dovrà approvare il Patto per la Sanità Digitale, contenuto nel Patto della Salute e inviato alle Regioni lo scorso luglio, con le indicazioni per raggiungere la completa messa a sistema della informatizzazione sanitaria.

La ricetta elettronica già in funzione da alcuni anni è solo uno degli strumenti a disposizione. Con le norme appena approvate sul fascicolo elettronico un cartellino con un microcircuito raccoglierà tutti i dati sanitari e socio assistenziali e collegato in rete, potrà essere letto per assistere meglio il malato o accertare i suoi bisogni. E potrà contenere fra le altre cose, ad esempio, il dossier dei farmaci usati, la propria dichiarazione di eventuale disponibilità a donare gli organi, ma anche i verbali del pronto soccorso e molto altro ancora. Si stima che i cittadini dovrebbero iniziare ad usare questo sistema fra qualche settimana. Il Ministero della salute ha ora dato il via libera anche al sistema informatizzato per la digitalizzazione e la tracciabilità dell’intera filiera dei medicinali veterinari e alla fase di sperimentazione per l’utilizzo della ricetta elettronica. L’obiettivo è quello di ridurre e semplificare le operazioni quotidiane grazie al nuovo sistema per l’informatizzazione della ricetta: i veterinari non dovranno far altro che introdurre i dati del medicinale prescritto utilizzando tablet, smartphone o un pc.

Oltre a velocizzare le procedure, il collegamento con la Banca Dati centrale dei farmaci garantirà la tracciabilità del farmaco veterinario. Incrociando i dati di vendita con quelli di prescrizione si potrà non solo migliorare l’efficacia delle azioni di farmacosorveglianza, ma anche disporre di un quadro più preciso sul consumo di antibiotici, strumento essenziale anche per il contrasto al fenomeno dell’antibiotico resistenza. A testare per prime l’applicazione saranno le Regioni Lombardia ed Abruzzo. Gli ospedali e gli studi dei medici di famiglia il salto lo hanno già compiuto: la digitalizzazione, spiegano dal ministero, ”è stata sostanzialmente completata”. Ma l’ultimo problema, e forse tecnicamente anche il più complesso, è quello di rendere i vari sistemi in grado di parlare fra di loro con la stessa lingua. E la piattaforma tecnologica perché questo avvenga sarà quello della anagrafe nazionale degli assistiti, affidata alla Sogei, per la quale la legge finanziaria di due anni fa ha stanziato due milioni di euro.

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