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Rivoluzione ortopedia: in aumento l’utilizzo di biotecnologie

Cellule staminaliPiù del 30% delle persone trattate con Prp (Plasma ricco di piastrine) viscosupplementazione, campi magnetici, riabilitazione nel solo 2015, hanno ottenuto significativi miglioramenti ed evitato l’intervento chirurgico. La nuova tendenza tra gli ortopedici è dunque quella di “intervenire” di meno ed incrementare l’uso di biotecnologie come ad esempio le cellule staminali nei giovani con condizione di pre-artrosi. Questo è quanto emerge dal Congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (Siot) di Torino.

La scelta tra un trattamento biologico e uno sostitutivo diventa molto difficile nei pazienti affetti da artrosi precoce o pre-artrosi. “Questo sottogruppo – spiega Paolo Rossi, presidente del Congresso – tende ad avere scarsi risultati con trattamenti biologici ed è in genere troppo giovane e attivo per una sostituzione protesica. Veri e propri trattamenti integrati non esistono, ma negli ultimi anni vi è molta più attenzione al comportamento biologico di ciò che impiantiamo. Nella sostituzione protesica c’è molta più attenzione alla scelta dei materiali, che possono essere definiti sempre più ‘biologici’, per quanto riguarda l’interfaccia e integrazione osso e protesi, l’accoppiamento protesico, il design anatomico”.

Ad oggi la ricerca e l’applicazione del campo delle biotecnologie interessa tutto il territorio nazionale, ricorda la Siot. L’Italia, in campi come la rigenerazione ossea e delle cartilagini , si pone ai vertici europei e mondiali. Centri di eccellenza sono concentrati in poche città dove viene eseguita un’accurata valutazione dei risultati e monitoraggio dei pazienti. “Le tecniche di ricostruzione articolare – aggiunge Rossi – sono migliorate notevolmente. L’età avanzata, il diabete, degenerazioni avanzate dei tessuti e delle articolazioni rappresentano ad oggi i limiti di applicazione di queste metodiche”.

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