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Rinosinusite cronica: è la depressione il sintomo più invalidante

(Reuters Health) -Il dolore e altri sintomi della sinusite cronica possono indurre chi ne soffre a perdere giorni lavoro o di scuola, ma è la depressione la loro più grande fonte di perdita di produttività. E’ quanto suggerisce un piccolo studio condotto negli USA.
“La rinosinusite cronica è spesso causata da infezioni, lesioni dei seni o del naso che possono compromettere seriamente la qualità di vita delle persona”, scrive il team di ricera sul numero di marzo di Annals of Allergy, Asthma and Immunology. “Oltre al dolore facciale e alle difficoltà respiratorie, questa patologia infiammatoria può causare sintomi emotivi come la depressione. In futuro potrebbe essere necessario concentrarsi maggiormente su questi aspetti”.

Lo studio
Per determinare quali sintomi fossero collegati con le giornate di lavoro o di scuola perse, il gruppo di studio ha raccolto i dati relativi 107 adulti che convivono con problemi di sinusite cronica. I partecipanti hanno completato un questionario su disturbi del sonno, problemi nasali, dolore alle orecchie o al viso e vissuto emotivo. Hanno inoltre valutato la gravità dei propri sintomi e completato parti specifiche per la congestione nasale e la depressione. I ricercatori hanno anche chiesto ai partecipanti il numero di giorni di lavoro o di scuola che aveva perso negli ultimi tre mesi a causa della rinosinusite cronica. In media, la risposta è stata di tre giorni. Ma le persone che hanno riferito sintomi afferenti alla sfera emotiva avevano una probabilità significativamente maggiore di aver perso giorni di lavoro, rispetto alle persone senza questi sintomi.
“I nostri risultati ora suggeriscono che la depressione può rappresentare un indicatore molto specifico di giornate di lavoro o di scuole perse a causa della rinosinusite cronica. Trattare la depressione non solo può portare a un significativo miglioramento della qualità di vita, ma può anche migliorare la produttività per chi soffre di questa condizione cronica”, conclude Ahmad Sedaghat, autore principale dello studio.

Fonte: Ann Allergy Asthma Immunol 2017

Madeline Kennedy

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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