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Ricerca embrioni: il limite a 14 giorni non ha più senso

ricercaLa ricerca sugli embrioni umani va sempre più discostandosi dalla politica internazionale che impone di non spingere oltre 14 giorni lo sviluppo di un embrione umano in provetta. Un limite che, dopo quasi 40 anni, è diventato improvvisamente ‘stretto’, alla luce dei due esperimenti che hanno recentemente dimostrato la possibilità di andare oltre, accendendo un vivace dibattito nella comunità scientifica. ”Se le circostanze cambiano, è legittimo ricalibrare i limiti”, scrivono su Nature tre esperti in materia: Insoo Hyun, bioeticista della Case Western Reserve University in Ohio, Amy Wilkerson della Rockefeller University di New York, e Josephine Johnston, direttrice della ricerca presso l’Hastings Center a Garrison, New York.

”Alla luce dei recenti sviluppi della scienza e dei potenziali benefici che ne possono derivare – scrivono i tre – è importante che i decisori e i cittadini riflettano sulla natura di queste restrizioni e rivalutino i loro pro e contro”. Proposta per la prima volta nel 1979 dal comitato etico del Dipartimento per la salute statunitense, la regola dei 14 giorni è stata in seguito recepita dalle linee guida della Società internazionale per la ricerca sulle staminali: è diventata legge in 12 Paesi del mondo (tra cui Canada, Gran Bretagna e Australia), mentre altri cinque Paesi (tra cui Stati Uniti, Cina e India) l’hanno recepita nelle linee guida scientifiche nazionali.

”La regola dei 14 giorni non è mai stata pensata come una linea di demarcazione che segna il momento in cui l’embrione umano acquisisce uno status morale – scrivono i tre esperti – ma piuttosto come uno strumento di politica pubblica messo a punto per ricavare uno spazio per l’indagine scientifica rispettando allo stesso tempo le diverse opinioni sulla ricerca sugli embrioni umani”. La legge fino ad oggi si è dimostrata efficace, affermano gli autori dell’articolo, anche perché i ricercatori non avevano gli strumenti e le tecnologie per infrangerla. Oggi, però, le cose sono cambiate e bisogna prenderne atto. Rivedere questa regola è legittimo, affermano Hyun, Wilkerson e Johnston, sottolineando come la revisione richieda un ampio dibattito a livello internazionale e locale che tenga conto delle necessità della ricerca scientifica così come delle preoccupazioni di tipo etico e morale. I tre esperti invitano gli stessi ricercatori a ricoprire un ruolo attivo sulla scena, per informare i cittadini e spiegare l’importanza degli studi sugli embrioni.

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