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Resistenza antibiotica: Gb pensa a tassa su antibiotici per ricerca

spesa farmaciLa proposta è quella di tassare gli antibiotici più comuni, usati sia per l’uomo che per gli animali, per finanziare la ricerca su nuovi farmaci, in modo da contrastare
l’antibiotico-resistenza. A porre la questione è lord Jim O’Neill, ex capo di Goldman Sachs, attuale ministro inglese del Commercio e incaricato dal governo di trovare una soluzione al problema, come riporta il quotidiano The Independent.

I presupposti
Il pericolo per la salute umana rappresentato dall’antibiotico-resistenza, secondo O’Neill, ”è molto più preoccupante del crac finanziario del 2008. I leader di consumatori e industria – afferma – dovrebbero cambiare impostazione e una tassa sugli antibiotici potrebbe essere una strada per fronteggiare la crisi”. La proposta di una tassa sugli antibiotici è contenuta nel rapporto finale, che verrà pubblicato in questi prossimi giorni, anche se non è la prima opzione.

”L’idea di usare le tasse o una qualche forma di addebito – spiega – è stata esaminata”. Dopo la sua esperienza del crac finanziario del 2008, O’Neill vuole incoraggiare consumatori e aziende a capire che è nel loro interesse agire prima che sia troppo tardi. Il rischio per la salute umana passa anche per gli antibiotici usati in ambito veterinario, e il pericolo di infezioni resistenti può arrivare tramite la catena alimentare, o con il contatto diretto con animali infetti o dai residui delle aziende. O’Neill non pensa per ora ad una tassa specifica per le aziende alimentari. ”Se però non capiscono che è nel loro interesse passare da un modello più sostenibile – commenta – allora diventerà una politica inevitabile”.

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